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Herman Bang / LA CASA BIANCA. Iperborea 2012 (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 15 giugno 2012

È in libreria

La casa bianca
(Det hvide Hus)
di Herman Bang

traduzione di Hanne Jansen e Claudio Torchia
post-fazione di Luca Scarlini
[responsabilità grafica non indicata]

139 p.; cartaceo | 13€
Iperborea, Milano 2012

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. Copertina (part.), 1

Iperborea, casa editrice che da più di vent’anni espolora, seleziona, traduce per l’Italia le letterature nord-europee, confezionando libri lunghi e smilzi (20 x 10 cm.), diventati quasi più riconoscibili, a colpo d’occhio, dello stesso marchio, fa un’operazione rara quanto meritevole. Stampa contemporaneamente, nel centenario dalla morta, tre titoli di Herman Bang, scrittore danese nato nel 1857, ormai irreperibile in ogni dove in Italia, dove è stato molto sporadicamente tradotto.

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. Pagina dell'occhiello (part.), 1

Di Herman Bang ha scritto Daniele Abbiati sul il Giornale:

“[…] se ne osserviamo il volto ci pare già di riconoscere quasi un fratello di Marcel Proust, però dai tratti meno gentili e più passionali. E se poi lo leggiamo, il suo proustismo fisiognomico assume, per converso, una consistenza da acquerello, una levità fabulosa e onirica che fanno pensare non soltanto alla Recherche, e assumono una musicalità alla Valle-Inclán. La casa bianca (1898) e La casa grigia (1901) […] sono i ricordi della bella e della brutta stagione: da un lato l’infanzia e l’adolescenza idillica sull’isola di Als, con la figura dolcemente dominante della madre e del suo spirito poetico; dall’altro il passaggio alla maturità a Copenaghen, con la sagoma del nonno, «Sua Eccellenza», medico-filosofo novantenne, a scandire i nuovi tempi del disincanto e delle ristrettezze. Gli Hvide sono letterariamente coetanei dei Buddenbrook manniani, e un sottile legame di affinità elettive lega le due famiglie.

[…]

E allora, dov’è l’eccentricità di Bang, perché lo si avvolse, ancora in vita, nel sudario di una pelosa damnatio memoriae? Per la sua omosessualità, ovvio, e per il suo schierarsi con decisione nel campo degli sconfitti […]”

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. pagine 8-9 (part.), 1

Alessandra Iadicco ne ha parlato su La Stampa:

“[…] La casa bianca (1898), ovvero la canonica di Asserballe sull’isola di Als, dove Herman bambino visse in adorazione della bella mamma prima che i prussiani occupassero lo Schleswig; e La casa grigia, il palazzo di Sua Eminenza, il nonno medico di corte, presso cui lo scrittore soggiornò ventenne a Copenaghen. Tutti testi tradotti quando l’autore aveva meno di cinquant’anni. Non solo in Svezia, Norvegia e Finlandia. Anche in Germania, dove Thomas Mann, leggendoli, riconobbe «un fratello nel remoto Nord danese». In Francia, dove l’amico Claude Monet ritrovò, impiegata sulla pagina, la stessa tecnica impressionistica da lui stesso collaudata in punta di pennello sulla tela. O in Russia, dove l’opera completa del romanziere prediletto dell’Imperatrice madre fu divulgata in versione tascabile come merita un autore da bestseller.

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. Quarta di copertina (part.), 2

De La casa bianca, Dario Pappalardo scrive, su il Venerdì:

“[…] La Casa bianca è il suo memoir dedicato ai ricordi dell’infanzia. Le stagioni si susseguono nella grande casa sull’isola di Als. I bambini vivono il loro tempo più felice, sudditi del regno incantato di una madre dispensatrice di giochi e magie: permette che i piccoli facciano baccano, canta, suona, libera gli animali dalle stalle. Almeno finché non rincasa il severo padre, che vive separato da tutti. Come in un film di Bergman, l’idillio, però, è perennemente minacciato. L’inverno arriverà. Le rose, anche quelle, appassiranno. Rimarrà il racconto di quel tempo. […]”

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. pagina 10 (part.), 1

Fra i commenti a un altro libro, su trentobloog.it, si trova questo:
“[…] tornano le opere dello scrittore danese , ammirato tanto da Thomas Mann, e da Ibsen, considerato un grande classico danese, morto nel 1912 Herman Bang. Mi sono immersa nel primo LA CASA BIANCA, con stupore gioioso: che bellezza! poesia, leggiadria, dolcezza, perfezione con cupi, lontani presagi.. Leggerò al più presto anche LA CASA GRIGIA e L’ULTIMO VIAGGIO DI UN POETA.. E sono così belli questi libri della Casa ed. Iperborea, belli da tenere sempre in vista, graziosamente impilati, come un mazzo di fiori sconosciuti e preziosi. […]”

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. Copertina (part.), 2

Queste le edizioni precedenti dei libri di Herman Bang, desunte dall’sbn:

In margine alla vita, [tit. orig. non indicato], trad. di Franco Ardelli, Edizioni Delta 1929

La casa bianca | La casa grigia, [tit. orig. non indicato], trad. di Hanne Jansen, Claudio Torchia, Marietti 1989

Lungo la strada, [tit. orig. non indicato], trad. di Eva Kampmann, Guanda 1989;

I quattro diavoli, tit. orig.: Les quatre diables, trad. di Alessandro Fambrini, Iperborea 1990, ripresa poi da Lampi di stampa nel 1999

Mikaël : desiderio del cuore, tit. orig.: Mikaël, trad. di Anna Cambieri, Lubrina, 1997

Ludvigsbakke, tit. orig.: Ludvigsbakke trad. di Nicla Percario, editoriale sette, 2001

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. Copertina (part.), 3

Luca Scarlini, che scrive la postfazione a La casa bianca, ha scritto su Alias (il manifesto) un’introduzione a Herman Bang, presto disponibile nella sezione Editoria > Note, su FN

Su FN trovate, ben ordinate, tutte le Segnalazioni di libri LGBTQ comparse qui

Su Flickr altre fotografie de La casa bianca di Herman Bang

Herman Bang, La casa bianca. Iperborea 2012. [responsabilità grafica non indicata]. Copertina (part.), 3

2 Risposte

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  1. […] parte dell’opera autobiografica di Herman Bang, pubblicata ora contemporaneamente alla prima, La casa bianca, in due volumi separati, da Iperborea. Insieme a questi, Iperborea, nel centenario della morte di […]

  2. camilla said, on 29 giugno 2012 at 6:55 am

    – Ho letto e riletto ormai quello che , mi sembra, possa essere un unico romanzo di grande importanza letteraria: Parte prima La casa bianca: la casa dell’infanzia, la casa della madre, della gioia infantile, della poesia e delle canzoni, la casa dei giochi e delle risate, la casa delle confidenze, del dolore sommesso ma sempre presente , silenzioso e come in attesa nei begli occhi della madre.. Qui trovo una grande differenza con il piccolo Marcel (Proust), sofferente per i troppo pochi baci della madre, per lo sguardo, temuto sempre,, del padre. Marcel è malinconico, i bambini della Casa bianca, i bambini della madre sono allegri, rossi di corse, pieni di risate, non devono mai supplicare baci e carezze e canzoni della madre, che li nutre di gioia e di sicurezza. La casa Bianca, prima parte del grande romanzo, mi ha ricordato le atmosfere del primo volume della saga degli Aubry, di Rebecca West.La casa grigia, la famiglia al completo, con un capofamiglia indimenticabile: fuori di contesto mi ha ricordato la forza, del disincanto e la grandezza dell’anima del principe di salina, di Tomasi di Lampedusa. Il suo fascino virile e la capacità di tenerezza, Una di quelle figure maschili prorompenti di sapienza e calore., rare nella letteratura dell’epoca. Maschi forti e teneri. difficili tipi da ritrovare in quell’epoca.
    La scoperta di Herman Bang è un dono. Mi auguro che molti lettori vengano informati di tanta bellezza. Anche il breve racconto di Mann figlio sul poeta Herman Bang è magnifico.


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