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QUODLIBET, VOLAND, MINIMUM FAX (da L’indice dei Libri, 6 / 2012). Editoria: notizie / 89.

Posted in notizie by federico novaro on 19 giugno 2012

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

Quattro collane economiche: Newton Compton, Quodlibet, Voland, minimum fax

N, 12.10.2010

“Bis”, “Supereconomici” e “mini”. Tre nuove collane economiche di tre piccolo-medie case editrici, Quodlibet, Voland e minimum fax: tre progetti affini, seri e interessanti, di notevole eleganza grafica e di programma, per rispondere alla volatilità, obbligata dalla saldatura fra filiera produttiva, distributiva e di vendita, ormai apparentemente inamovibile, che, compiuta dai grandi marchi, forza un mercato che ha per sua natura tempi invece lunghi.

Trasferire in una collana economica i propri titoli di successo è pratica che l’editoria moderna conosce bene, che è stata applicata per soddisfare esigenze diverse, nobilmente divulgative come chiaramente commerciali. Il passaggio avveniva solitamente da una veste più sontuosa, a una più economica, di regola dal rilegato al volume in brossura.
Caso più esemplare gli Oscar Mondadori. Questo avveniva una volta esaurito il carattere di novità di un titolo, e consolidata la sua notorietà, processo che poteva anche impiegare anni per dirsi concluso, e che aveva nel catalogo, nei magazzini e nelle librerie i luoghi dove dispiegarsi.

Ora che la scelta dei grandi marchi di ridurre, sin a abolire, i magazzini, insieme alla volontà di controllo serrato sui canali promozionali e su tutti i suoi attori, agenti, librerie, stampa (e ora lettori, attraverso i social network), ha portato all’esasperazione dell’idea di novità, i titoli hanno vita fugace, iniziata e conclusa in meno di una decina di mesi, passati i quali cala l’espulsione dal mercato, segnati i libri irrimediabilmente da un codice isbn che porta con sé, imperitura, la data di stampa, ormai una infamante data di scadenza.

Così anche il gesto di Newton Compton, fra i marchi editoriali quello che più ha contezza di come si operi sul mercato puntando sui prezzi bassi, che manda in libreria “Gli insuperabili”, nome un po’ bullo di una collana -rilegata!- che ripropone i propri best-seller, al prezzo di 5,90€, non risponde solo più all’esigenza di allargare il proprio mercato per titoli che hanno già ripagato i propri costi, ma anche, primariamente, al pericolo di scomparire da quel mercato prima di avere esaurito le proprie potenzialità, mascherandosi da novità: poiché solo così si è appetibile per la grande e cieca macchina distributiva.

Q, 3, 25.10.09

Alla medesima, dissennata, esigenza rispondono, con classe coerente col proprio brand, le tre case editrici di cui si diceva. Quodlibet con la “bis”, nome ironico ma programmatico. In brossura, disegnata da dg, mantiene il bianco storico della casa editrice, giocando qui con attenuati omaggi einaudiani: il quadrato in copertina, appoggiato però in basso e sotto le indicazioni di autori e titolo qui allineate a sinistra, così come la font della quarta, che evoca le quarte de “Gli Struzzi”; sul dorso, dal basso per poco più di un terzo, e a girare breve sulla quarta, interrompe invece il bianco, a legare uno all’altro i volumi allineati, una texture rigata, blu, rosso, per i primi due titoli, col rigore giocoso che usava Sottsass per Memphis, colore ripreso in copertina per l’indicazione dell’autore, dove sovrintende, in luogo del nome, l’omino del marchio. I primi due titoli: Ivan Illich, Pervertimento del cristianesimo; Gilles Deleuze / Giorgio Agamben, Bartleby. La formula della creazione.

V, 2, 25.10.09

Alberto Lecaldano disegna per Voland una delle sue più riuscite interpretazioni dell’idea di collana. 18,5 x 11 cm., resi ancora più verticali da due bande in colore che corrono sui margini in copertina, grande il nome dell’editore gerarchicamente sullo stesso piano di autore e titolo disposti dall’alto a bandiera allineati a sinistra, un disegnino nella parte restante della copertina in posizione mobile insieme a un breve testo, e, sulla destra, contornato in basso da una lieve ombra, un cerchio giallo si diverte a citare le coccarde adesive dei prezzi urlati e riporta il nome della collana ripetendo il nome dell’editore, come una ridondanza non pensata, efficace e ironica. 6-8 titoli all’anno per 7€ (salvo Nel paese dei briganti gentiluomini, di David-Néel Alexandra, a 9, ma per 448 pagine) ripresi e ripensati (Come sono strani gli uomini, di José Ovejero esce nei “SE” nella versione di Bruno Arpaia dopo la prima edizione del 2003 a cura di Federica Frasca). In quarta testi brevissimi, a ribadire la notorietà già conquistata.

M, 7, 13.10.09

Minimun fax coi “mini” gioca sulle assonanze e disegna con Riccardo Falcinelli una collana agile e allegra che ribadisce le linee programmatiche delineate in Fare i libri (cfr. Appunti, L’Indice, XI, 2011) introducendo qui delle bande sghembe e colorate da locandina anni ’50 che in quarta attraversano un bianco squillante e in copertina si sovrappongono a illustrazioni a tutta pagina, spesso riprese dalla prima edizione, per non disperdere il patrimonio di visibilità accumulato; altre sono nuove ma coerenti con le collane del marchio, solo con un generale ingrandimento. 8-10 titoli all’anno che si caricano anche il compito di rimescolare, muovere, i materiali che si sono depositati nel catalogo, anche introducendo inediti, o riprese da altri editori, uno strumento agile e che potrebbe contribuire a sciogliere la percezione forse troppo rigida per un marchio che aspira a non deflettere dalla linea di crescita degli ultimi anni. Due primi titoli: Dio la benedica, dottor Kevorkian, di Kurt Vonnegut; Il tempo materiale, di Giorgio Vasta.

Comune alle tre collane il rispetto per il proprio pubblico, che non troverà, oltre le copertine, come troppo spesso accade sotto marchi più grandi, lo stesso impaginato tagliato e compresso dell’edizione precedente, ma pagine tutte nuove.

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

(chi ha pagato i libri: la collana di Newton Compton FN l’ha anonimamente compulsata al Salone del Libro di Torino 2012; nella stessa occasione, palesandosi, ha chiesto notizie delle loro collane agli stand di Quodlibet, Voland e minimum fax, dove, con suo grande stupore, dei gentili standisti e/o facenti parte dello staff delle case editrici, l’hanno omaggiato di una copia di due volumi per ciascuna collana al riguardo delle quali si stava amabilmente conversando -in realtà la gentile ed entusiasta signora editrice di Voland l’ha pure omaggiato di tre volumi della bellissima Sirin Classica, anche se lui, restio e timido s’allontanava dicendo “ma non ne posso parlare ora, ne parlai a suo tempo”, inutilmente-. La cosa bella di avere ricevuto le sei copie è che FN le ha potute fotografare con calma a casa sui suoi fondi rosa che gli piacciono tanto, questo gli ha permesso di vederle meglio e farne una descrizione che spera essere più efficace che a memoria -anche se, pare, si è a lungo chiesto come descrivere il rigatino colorato che sta alla base del dorso dei volumi della “bis”. A verifica delle sue descrizioni, nei prossimi giorni, posterà qui le foto delle collane. Ecco.)

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 6 – XXIX, Giugno 2012.

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Tutti gli Appunti precedenti sono nella sezione Editoria / Notizie di FN

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N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

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  1. […] e la “mini” di minimum fax, apparso su L’Indice dei Libri, nella rubrica Appunti, nel numero di Giugno 2012. Qui di seguito una serie di fotografie illustrano la collana di […]

  2. […] brano qui sopra è tratto dal numero de L’indice dei Libri, rubrica Appunti, di Giugno 2012, dove si parlava, oltre che della “mini” di minimum fax, anche della […]


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