federico novaro libri

Angelo Morino / IL FILM DELLA SUA VITA. Sellerio 2012. (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 7 luglio 2012

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Dorso (part.), 1

È in libreria

Il film della sua vita
di Angelo Morino

a cura di Vittoria Martinetto
in coda al testo: Note; La notte in pieno giorno; bibliografia essenziale
[responsabilità grafica non indicata]

218 p. ; cartaceo, 13€
Sellerio -La memoria 888, palermo 2012

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Copertina (part.), 1

Esce da Sellerio il secondo libro postumo di Angelo Morino: Il film della sua vita

Anima discreta e essenziale del catalogo Sellerio per le letterature spagnole e latino americane, Angelo Morino morì, ancora giovane, nell’estate del 2007.

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Copertina (part.), 5

La rete, spesso smemorata, è invece ricca di testi e immagini su Morino. In vita, lui complice, gli fu riservato uno spazio laterale, rispettoso forse del suo stesso modo di lavorare, secondo una ricca tradizione intellettule che privilegia il lavoro dietro le quinte, e che ha forse impedito un riconoscimento più immediato, anche quando si fece scrittore. Da molti ricordi in rete di chi lo conobbe, di persona o attraverso il suo lavoro, traspare un affetto e una riconoscenza che raramente si manifestano in toni così sentiti e insieme riservati.

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Copertina (part.), 1

Su Sagarana.it, il giorno dopo la morte, un breve pezzo di Marco Dotti (già su il manifesto) accompagnava la messa in rete di un saggio di Angelo Morino su Clarice Lispector (già in Cose d’America, Sellerio, Palermo 1995):

“[…] Professore di letteratura ispanoamericana all’università di Torino, dopo esserlo stato per alcuni anni in quella dell’Aquila, Morino era un infaticabile traduttore ma, soprattutto, contribuendo alla ricezione e alla diffusione di autori come Héctor Bianciotti, Violette Leduc, Vargas Llosa o José Lezama Lima, oltre ai già citati Bolaño e Puig, di cui fu amico, era riuscito nel non facile compito di realizzare una costante opera di mediazione «alta» e indipendente fra la cultura tout court e il mondo, spesso disattento, dell’editoria. Tra il 1978 e il 1985, assieme a Edda Melon e Elide La Rosa, era stato anche editore (aveva contribuito a fondare le edizioni La Rosa)

[…]

nella Donna marina, edito da Sellerio nel 1984 (ripubblicato in un’edizione rivista e ampliata nel 1992), Morino aveva ricostruito le vicende della conquista del Messico attraverso gli occhi, i pensieri e i piccoli gesti di Marina […] nei successivi In viaggio con Junior (2002) e Rosso taranta (2006), editi anch’essi da Sellerio, Morino si era aperto ancora di più alla sfida della forma-romanzo lavorando sulla scrittura diaristica e al tempo stesso trasgredendola. «Organizzando con parole scritte certi momenti della mia vita, selezionandoli, assoggettandoli alle esigenze del raccontare – osservava Morino a proposito di In viaggio con Junior – ho messo una distanza nei confronti di quegli stessi momenti. Li ho depurati, li ho chiusi in una compostezza che all’origine non avevano, li ho spinti dentro una trama più vasta, di ordine generale. È così che mi ritrovo ad avere scritto, in forma di diario, un romanzo» […]”.

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Pagina dell'occhiello (part.), 1

Edda Melon ne scrive in memoria sul sito Duras Mon Amour:

“[…]
La lettura di Marguerite Duras lo aveva sempre accompagnato. “I libri di Marguerite Duras che ho tradotto sono fra quelli che più mi hanno coinvolto, per via delle parole, così nude, messe sulla pagina in forma scarna, eppure piena di echi”. Con la sua solita finezza, con grande scrupolo di adesione al testo originale, aveva tradotto Il viceconsole (Feltrinelli 1986), L’amore (Mondadori 1989), India Song – Hiroshima mon amour – Nathalie Granger – La donna del Gange (Mondadori 1991), Agatha (Sellerio 1997).

[…]

Aveva conosciuto Marguerite Duras di persona, in un pomeriggio trascorso in rue Saint-Benoît il 18 febbraio del 1988, quando mi accompagnò per un’intervista. Comprammo un mazzo di margherite al mercato della rue de Buci e le lasciammo lì nel salotto d’attesa, dove incrociammo un’altra italiana, Leopoldina Pallotta della Torre, che stava svolgendo la sua serie di interviste. Poi fummo ammessi nella camera di Marguerite, alla piccola scrivania, noi di spalle alla finestra, lei di fronte. “Dell’incontro vedo ancora soprattutto le mani con begli anelli dalle pietre chiare, intente a scartare caramelle alla menta” – così scrisse poi Angelo nel 1996. […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Copertina (part.), 3

Su Retroguardia 2.0 Giuseppe Panella recensì Quando internet non c’era, romanzo postumo che ha preceduto Il film della sua vita:

“[…] In principio vi fu Leonardo Sciascia (quando ancora la Sellerio si chiamava Esse Edizioni e lo scrittore di Racalmuto vi pubblicava gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel); poi curatori, autori di culto e consulenti più o meno prestigiosi si sono susseguiti – Antonio Tabucchi, Beppe Benvenuto, Salvatore Silvano Nigro – ma sicuramente uno dei più costanti e dei più appassionati è stato Angelo Morino. In questo suo romanzo postumo trovato nel suo computer, dopo la sua morte improvvisa a cinquantasette anni, l’ispanista piemontese descrive non tanto il suo rapporto con la casa editrice palermitana con la quale ha collaborato a titolo diverso (traduzione, introduzione, postfazione, scelta delle opere da pubblicare) per ben centocinquanta volte quanto la propria vita di uomo e di studioso. Ma le sue non sono tanto le “memorie di un universitario” (come erano state le pur prestigiose scritture in limine mortis di Cesare Cases citate nel secondo esergo del libro) quanto quelle di un appassionato “amatore di letteratura”.

[…]

il romanzo di Morino non è soltanto la storia di una ricerca letteraria portata all’estremo (come quelle che avevano contraddistinto la vita avventurosa di Bruce Chatwin, tanto per fare un esempio). Racconta anche le storie d’amore vissute dallo stesso autore, omosessuale dichiarato e mai riluttante a dichiararsi tale, anche se restio all’impegno politico nel FUORI che a Torino grazie a figure esemplari come il libraio Angelo Pezzana o a Gianni Vattimo ha avuto un ruolo culturale di prima grandezza (questo suo ritrarsi dall’impegno diretto nelle organizzazioni intese a salvaguardare i diritti dei “diversi” è descritto a chiare lettere alle pp. 189-191 del romanzo). Racconta del periodo, lungo e spesso dolorosamente angoscioso, trascorso all’Università dell’Aquila, racconta della fine della Casa Editrice, racconta di viaggi a Rio de Janeiro e a Buenos Aires per motivi di studio e di ricerca. Ma narra soprattutto di un amore viscerale, insopprimibile, potente e insormontabile per la letteratura come macchina costitutiva del mondo in cui vive, dei libri scovati a fiuto in libreria come molla insopprimibile e capace di permettergli di superare gravi difficoltà esistenziali, amori andati a male, abissi di vuoto di senso, una sensibilità eccessiva, spesso ai limiti della morbosità, la morte del padre, la sua incapacità a trovare un centro in altro che non fosse la letteratura (come pure l’evento tragico della morte del padre). […]”.

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Copertina (part.), 2

Tradurre ha da poco postato un lungo pezzo di Morino sulla pratica della traduzione: Le mani sporche, comparso, credo, in Le mani sporche : appunti sul tradurre letteratura, Novara : Interlinea, 2004

“[…] Personalmente, tradurre è un’attività che mi ha stancato e che ormai non mi attrae molto. Nella mia biblioteca non ho più, da parecchio tempo, uno scomparto dove sistemare i libri che ho tradotto. Addirittura, evito di guardarli, perché in genere hanno finito per suscitare in me un senso quasi di ripugnanza. Qualche anno fa, sapevo di avere tradotto un certo numero di libri, ma poi ho smesso di tenere il conto. Se entro in una libreria e lo sguardo mi cade su un libro che ho tradotto, non sento più entusiasmo e mi ritrovo a girarne alla larga. Traduco sempre di meno: ultimamente lo faccio solo se mi viene offerto un compenso sostanzioso, che mi permetta di togliermi qualche capriccio, o se si tratta di un libro che mi ha appassionato. Parlo di questa mia stanchezza perché so che non si tratta di una situazione personale. […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Risvolto di copertina (part.), 1 Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Risvolto della quarta di copertina (part.), 1

Mario Marchetti, a proposito del saggio Le mani sporche, su tradurre, diceva:

“[…] in realtà, ci dice Morino – col suo stile a spirale, a guizzi e a scarti come un bolero – essa è un oggetto sfuggente, difficilmente incasellabile e inquadrabile. Morino non ama particolarmente la «traduttologia», o per lo meno non pensa che possa essere di aiuto nella traduzione concreta, che è un corpo a corpo col testo, un corpo a corpo in cui ci si sporcano le mani (come insinuava, in modo ambivalente, Sartre per l’impegno politico… Les mains sales, appunto). Purezza e traduzione non possono stare insieme: la traduzione è meticciato, e il traduttore è un uomo di frontiera, un uomo che attraversa le frontiere. La traduzione è un lavoro artigianale (un lavoro bello, non fordista, che non ha orari, ovvero ha troppo orario) che non si può insegnare ex cathedra, che può venire trasmesso solo attraverso la bottega, lavorando fianco a fianco, insieme, ma occorre anche che il «garzone» sappia raccogliere l’esempio: deve avere letto molto, deve avere molto amato i libri e giocare con la lingua deve essere per lui un divertimento. Insomma, la traduzione, se vogliamo insegnarla, è un «suggerimento», un suggerimento che deve trovare un terreno fertile. […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Quarta di copertina (part.), 1

Carla Palmieri, lo vedeva oltre la sua finestra; così lo racconta ne La stanza del traduttore:

“[…] riesco a vedere oltre i vetri una parte dell’antico palazzo dell’Inquisizione: quattro finestre al secondo piano, quattro abbaini, svariati comignoli. Dietro quegli abbaini c’era, non molti anni fa, la casa di Angelo Morino: il traduttore di Garcia Márquez, Puig, Vargas Llosa, Soriano, Allende, Duras, e molti altri.

[…]

Morino non l’ho mai conosciuto di persona, anche se da giovane lo incrociavo spesso nei corridoi della SETL, dove lui insegnava a tradurre dallo spagnolo e io imparavo a tradurre dall’inglese. Per una di quelle bizzarre coincidenze della vita, abbiamo anche condiviso temporaneamente – e sempre senza conoscerci – la stessa, preziosissima aiutante di casa: la signora Anna. In fatto di traduzione, Morino aveva opinioni a volte provocatorie: ad esempio, «Chi teorizza sul tradurre non traduce, e chi traduce non teorizza sul tradurre». E poi era convinto – lo disse in un’intervista a Ilide Carmignani − che questo mestiere e il lavoro domestico avessero qualcosa in comune: l’invisibilità, il fatto di essere attività poco remunerative e tuttavia indispensabili, perché servono a creare armonia, ad allontanare il caos. Traduttori come «casalinghe e casalinghi della letteratura», intenti «a pasticciare fra il significante e il significato o, se si vuole, a svolgere attività di riordino, talvolta di ripristino, da artigiani del linguaggio». […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. pagina dell'occhiello, verso (part.), 1

Da Le mani sporche, il blog di Maria Nicola Studio ha tratto una citazione:

«Sebbene i risultati della mia attività di traduttore apparissero più visibili — forse per la quantità dei testi volti in italiano, forse per la notorietà di alcuni autori cui il mio nome si ritrovava unito —, li ho quasi sempre considerati frutto di una fatica che mi sarei evitato volentieri. Li ritenevo utili solo a permettermi di articolare un discorso su argomenti che non fossero noti solo a una ristretta cerchia di studiosi. Molto spesso mi è accaduto — per quanto inverosimile possa sembrare — di sottopormi alla fatica di volgere in italiano un determinato testo solo in vista del successivo piacere di accompagnarlo con uno scritto illustrativo, senza che il discorso si consumasse fra pochi interlocutori.»

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Frontespizio (part.), 1

Norman Gobetti, qui su FN, recensì Quando internet non c’era:

“[…] Il particolare sapore della scrittura di Morino nasce proprio da questo paradosso: scrivere come se nulla fosse, senza alcun virtuosismo, senza la minima pomposità, e nello stesso tempo sentire (e far sentire al lettore) che nella letteratura ne va della vita intera, che non c’è niente di più importante della letteratura.

A un certo punto di In viaggio con Junior si parla di Paul Auster. L’autore/protagonista sta cercando di leggere la Trilogia di New York, ma non riesce ad andare avanti: “Ne ho avuto l’impressione di un libro senza vita (…) pagine divenute asettiche, tanta è stata la volontà, nello scriverle, di tenere lontano ogni residuo organico”. Be’, la scrittura di Morino è esattamente l’opposto: “circolano scarti, grumi di materie poco nobili, poco depurate” e proprio per questo la vita (di chi scrive e di chi legge) entra veramente in gioco.

[…]

A questo si deve la presenza nelle pagine dei suoi libri di quella che l’autore definisce, con un termine che sarebbe sbagliato considerare un eufemismo, la “disorganizzazione”, e cioè la presenza nella vita quotidiana di elementi centrifughi rispetto al “vivere dedito solo alla mia passione: la letteratura”. Gli incontri sessuali più o meno occasionali con ragazzi molto più giovani, i periodi di alcolismo, il ricorrente faccia a faccia con la droga, sono aspetti della vita che Morino sceglie a bella posta di non lasciar fuori, di non censurare, senza per questo assumere toni morbosi. Anzi, ben pochi riescono a scrivere di tali cose con questa limpidezza, con questa pulizia. […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Frontespizio (part.), 2

Elisa Ponassi, sul suo La lettrice rampante, recensisce Il film della sua vita. Morino era stato suo insegnante:

“[…] Angelo Morino era in grado di trasmettere tanto durante queste sue lezioni: niente nozioni, niente regole (se non quelle del buonsenso), solo una grande passione per la voglia di conoscere, per la cultura e per le lingue. E sebbene in lui la passione e la voglia di tradurre stesse ormai scemando ( e considerando quante opere ha tradotto è abbastanza comprensibile), quello che riusciva a dare a noi studenti, che invece stavamo affacciandoci per la prima volta su questo mondo, era una grande amore per il suo lavoro, che si basava soprattutto sulla curiosità e la voglia di scoprire e rendere accessibili a tutti testi che altrimenti non lo sarebbero.

[…]

Angelo Morino se n’è andato all’improvviso, lasciando un ricordo molto forte e affettuoso di sé anche per chi, come me, lo ha conosciuto pochissimo di persona (ma tantissimo attraverso le sue traduzioni).
Oltre al ricordo, ha lasciato un computer pieno di appunti, di idee e di opere incompiute.

[…]

Si tratta però di un’opera incompiuta, che ha preso luce grazie alla dedizione di chi ha cercato di mettere insieme tutti i pezzi: solo la prima parte è stata dichiarata “definitiva” da Morino stesso. Il resto sono suoi appunti, sue bozze che molto probabilmente sarebbero state modificate e corrette, se ne avesse avuto il tempo. La Sellerio, casa editrice con cui ha collaborato parecchi anni, e Vittoria Martinetto (anche lei mia docente all’università, nonché traduttrice e donna dalla cultura smisurata), che ha curato il libro, hanno voluto mettere insieme tutte le parti e pubblicare il libro, posizionando quelle non definitive in fondo al romanzo, sottoforma di note.
Lo stile di Angelo Morino è incredibile: a tratti leggero, a tratti profondo, con un modo di narrare che quasi ipnotizza, che cattura, impedendoti di posare il libro. Ancora una volta, proprio come succedeva a lezione, ci si ritrova a pendere dalle sue labbra. […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Frontespizio (part.), 3

Jaime Riera Rehren che partecipò alla presentazione de Il film della sua vita al salone del Libro di Torino, ne ha scritto su il manifesto:

“[…] Si parla della vita e della morte della madre del narratore, bambina cresciuta in umili ambienti contadini nel Veneto, giovane donna che si trasferisce in provincia di Torino negli anni della resistenza antifascista e nel dopoguerra sposa un modesto impiegato, madre controvoglia di un ragazzo omosessuale che, oppresso dal clima repressivo della piccola provincia, emigra in città e diventa redattore nella più nota casa editrice torinese, infine donna incattivita da una vita mediocre e solitaria, in guerra col mondo e specialmente con il figlio che vede come un uomo inutile e ingrato.
Se seguiamo la traccia dei suoi precedenti romanzi, possiamo dedurre che con ogni evidenza Morino scrive qui della propria vita e dei drammatici rapporti con sua madre, ma bastano piccole alterazioni dei dati autobiografici per trasformare quello che poteva essere un esercizio di memoria in un convincente testo letterario. Un elaborato estro stilistico, una prosa in apparenza senza pretese ma densa di significati obliqui in ogni riga, un impietoso senso dell’umorismo nero debitore della tradizione spagnola, la capacità di rendere con brevi tratti illuminanti le vicende italiane degli anni in cui la madre prima si emancipa dai legami originari e poi costruisce il tortuoso legame col figlio, sono gli aspetti che più colpiscono in questo romanzo di Morino. […]”

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Pag. 7 (part.), 1

Angelo Morino è stato straordinario traduttore di Puig; a proposito dell’autore de Il bacio della donna ragno il blog SUR -il marchio di minimum fax dedicato alle letterature dell’America latina, ha pubblicato un saggio breve di Morino: Manuel Puig attraverso le sue lettere

Un sito immobile dal 2008 ricorda in rete che la biblioteca di Angelo Morino, in un raro caso di efficienza, è già a disposizione, ordinata e accessibile a tutti.

(chi ha pagato il libro: FN) (il reticente FN sollecitato a dire un po’ di più ha infine detto che: -prima, essendo che nei mesi estivi sto lontano dalla città e dalle librerie, l’ho ordinato su Amazon; non arrivava, non arrivava, ma perché, mi dicevo: perché insieme al libro di Morino ne avevo ordinati molti altri e uno di questi non era disponibile e allora aspettavano per mandare tutto insieme. Oh accidenti mi sono detto; allora ho disdetto l’ordine, che già sono sempre in ritardo su tutto; così salito sul motorino mi sono recato nella città, che come tale c’ha pure una libreria indipendente vicino a me verso la periferia. Ma non ce l’avevano, e non solo: mi hanno parlato e tutti erano amici ma io sono orso e timido e allora sono andato via; dopo poco uscivo dalla famigerata libreria di catena Mondadori con la mia pila di libri, tutti; nessuno mi aveva parlato e fatto commenti sul quel che leggo o meno, ho dato la lista e me li hanno tutti portati, con la mia Carta Musei Torino avevo diritto a uno sconto del 15% con cui mi sono poi comprato un gelato nel paese dove sto, che è molto buono)

Angelo Morino, Il film della sua vita, Sellerio 2012. [resp. grafica non indicata]. Pag. 9 (part.), 1

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: