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CARTA CANTA 8×8. Editoria / brevi / 44

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 27 settembre 2012

8×8 ne “I Cantastorie” di Carta Canta (Giacomo Giossi inside)

Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Taglio superiore (part.), 1 Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Taglio superiore (part.), 1

Già se ne disse

Di 8×8 s’è parlato su FN in varie occasioni: all’inizio, per prima edizione, nel 2009, e poi per la seconda; arrivati alla quarta se ne parla ancora, in occasione dell’uscita su carta di un’antologia dei migliori racconti ricevuti, letti, discussi e votati sinora.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Copertina (part.), 1

Una carota

Nel risvolto del volume tre dati danno la misura di cosa sia 8×8: “[…] 4 anni, 20 serate, quasi 2000 racconti […]”; il meccanismo è complesso ma molto lineare, e se quattro anni fa poteva sembrare un azzardo ora, che vanta più tentativi di imitazione, appare come un format oliato ed efficace e l’antologia che n’è sorta è un buono strumento di lavoro per chi voglia analizzare un carotaggio nel farsi della letteratura contemporanea italiana. Parziale, naturalmente, e per questo prezioso, felicemente scabro, privo d’orpelli programmatico-generazionali che tanto velocemente vengono in uggia, se non agli estensori.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Quarta di copertina (part.), 1

La prefazione dei curatori dedica ben due pagine al meccanismo di selezione: “[…] si richiede di raccontare una storia in ottomila battute … Si richiede che l’autore … legga il proprio racconto in pubblico … una giuria di preselezione … testi anonimi … cinque serate, cinque case editrici [madrine], otto concorrenti per serata … una doppia giuria …. gli aspiranti scrittori vengono votati … tramite palette numerate … ogni serata incorona un vincitore …. affiancato un editor professionista … in vista della finalissima […]”.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. pag. 7 (part.), 2

Si vince e si perde

La novità che rappresentò 8×8 agli esordi -e il suo così velocemente consolidarsi è la misura di quanto l’intuizione fu giusta- era che metteva in scena chi scrive, con il suo corpo, con la sua voce.

Oblique Studio disegnava un agone e chiamava a raccolta. Dava un tempo, il presente, in cui il testo si manifestava di fronte a un pubblico giudicante, ampliava al corpo visibile e vivente, alle sue capacità seduttive, le competenze richieste per raggiungere il successo della propria opera. Si è molto distanti, nelle serate di 8×8, dalle letture dell’autore alle presentazioni del suo libro. È l’aver tracciato un segno che materializzasse l’agone, l’aver introdotto la competizione nella forma propria dello sport (il corpo, la performance, l’attesa, la selezione, l’allenamento), come selezione pubblica dell’opera scritta, la vera rispondenza ai tempi che Oblique Studio ha operato.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. P. dello stampat. e risvolto di q. di copertina (part.), 1

en passant

(si noti però quanto tutto sembri affare di maschi: gli scrittori, i concorrenti, l’autore, i lettori, i librai, i giudici… la sensibilità ad una comunicazione che tenga conto delle differenze di genere appare in Italia definitivamente sconfitta, questo ne è un esempio fra millanta, -le autrici nell’antologia sono ben presenti-; se però, prima che i temi di genere facessero la loro perdente comparsa nel discorso culturale italiano, si poteva archiviare la cosa come automatismo passatista, ora non è più possibile: appare invece come una scelta necessariamente consapevole, che ben descrive ciò di cui parla. La comunità -per usare un termine moderno- che si raccoglie e che si riconosce nella pratica brillantemente innescata da Oblique Studio, è una comunità maschile, come maschili sono spesso i cerchi intorno al fuoco nei campeggi, con le femmine in tenda a spiare i maschi illuminati dalle fiamme. La presenza delle femmine non è né accessoria né ancillare, semplicemente è compresa -il termine giusto è: ridotta- in quella maschile. Nulla di nuovo in Italia. E nulla che sia percepito come scandalo, semmai con sollievo: una lingua che sappia che esistono i maschi e le femmine, che se ne accorge, che ne dà conto, è una rottura per tutti e per tutte)

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Dorso, copertina (part.), 1

42 voci x 4 anni

Il volume antologico di 8×8, Si sente la voce,  è il secondo volume del nuovo corso grafico della casa editrice Carta Canta, anch’esso a cura di Oblique Studio (progetto grafico e logo). Nata nel 2009, con doppia sede a Forlì e a Roma, Carta Canta pubblica narrativa e saggistica in due collane dedicate: “I Cantastorie”, e “Scripta Manent”.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Pag. dell'occhielo (part.), 1

Carta Canta

La presentazione che la casa editrice fa di sè sul sito è interessante:

“[…] una casa editrice indipendente che non può fare a meno di lasciarsi appassionare da tutte le storie che devono ancora essere raccontate. | Non può resistere alla tentazione di innamorarsi di personaggi –discreti o irruenti, fragili o dominanti, irriverenti o educati che siano, purché intriganti e seducenti– già usciti dalle penne degli autori, ma che ancora non hanno trovato spazio nelle pagine di un libro. | […] ricerca di giovani scrittori per storie senza età o di scrittori navigati per storie ardite e audaci, ma sempre e comunque di autori capaci di mettere a fuoco l’universalità del vivere umano e le dinamiche che si nascondono dietro la quotidianità. | […] | Il progetto ruota intorno all’idea di dare voce a chi ha qualcosa di urgente da raccontare, storie ‘fisiche’ che evocano pensieri, emozioni o riflessioni destinati a durare nel tempo. Libri di qualità, curati nei contenuti, nello stile e nella veste grafica. | CartaCanta guarda con curiosità a scrittori italiani e stranieri già affermati, che hanno saputo costruirsi, con le loro storie, un pubblico di lettori affezionati, ma ha anche l’obiettivo ambizioso di promuovere autori esordienti […]”

Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Copertina (part.), 2

Scritto a voce

È rara una autopresentazione che, lontana dalla retorica della “storia di vita”, del “caso” e della “testimonianza”, affermi una distanza così radicale dall’idea di letteratura come produzione di forme. Qui si parla di storie, di personaggi -quasi viventi-, di autori, e della loro voce.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Dorso (part.), 1

Fra virgolette, direi

Il nuovo progetto grafico, come i primi due titoli (il primo è Novecento Rom, di Sergio Pretto), invera in modo che non si saprebbe immaginare migliore, il programma della casa editrice. A cominciare dal logo, ardito col suo ampio fondo nero rettangolare, dove una virgoletta antropomorfizza le iniziali della casa editrice rendendole parlanti, riassumendo con un gesto oltre al programma anche un’attitudine della casa editrice (la virgoletta viene poi ripresa nel nome scritto per intero sul frontespizio, questa volte precedendo la sigla, facendo precedere così al nome i testi, nella riuscita evocazione del farsi di un catalogo attraverso i testi che ospita; pure ritorna sul dorso, a seguire l’indicazione di chi ha scritto, a precedere il titolo dell’opera: la “voce”, che la casa editrice mette al centro del suo lavoro). Il confronto con i volumi precedenti è illuminante sulla forza che un progetto forte, coerente, articolato con cura, può dare a un catalogo. Qui la stretta colleganza fra progetto grafico e officina editoriale segna un successo chiaro.

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Quarta di copertina, dorso, copertina (part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Q. di cop., dorso, pertina (part.), 1

-Apparenza! È solo apparenza!-

È la stessa casa editrice di prima? Che si era data una grafica editoriale debole, dimenticabile, che danneggiava i testi che metteva in forma, che, cioè, sembrava destinata a una nicchia alla pari delle infinite sigle che affollano le fiere prima che le librerie? No. Ora è una casa editrice che se la gioca alla pari con le sigle più affermate, risollevata all’improvviso a un’evidenza e a una considerazione che prima non poteva avere. Dov’è la verità del prodotto? È la forma grafica che crea il nostro pregiudizio -positivo o negativo- nei confronti del testo, impedendoci di leggerlo nella sua nudità? Di cosa e come bisogna fidarsi? I testi che pubblica ora Carta Canta, inverati in volumi così belli, sono testi migliori? Abdicando la propria supposta oggettività di lettori non si può che rispondere sì (e si può aggiungere come il confronto fra la grafica precedente di Carta Canta e l’attuale possa essere una buona traccia per ragionare su cosa siano gli ebook, su come i testi, disincarnati dalla cura che dia loro una forma visibile -portandoli alla luce, annichilendoli- siano infragiliti nella loro apparente svincolarsi dalla materialità).

Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Copertina (part.), 5

Sono, programmaticamente, i libri di Carta Canta/Oblique Studio, dei libri di carta (e molto si vede la memoria della collana Greenwich, nella sua prima versione -Nutrimenti-, anch’essa a cura di Oblique Studio).

Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Copertina (part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Copertina (part.), 3 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Copertina (part.), 4 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Q. di copertina (part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Q. di copertina (part.), 2 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Risvolto di cop. e p. dell'occhiello(part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Copertina e risv. di cop. (part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Frontespizio (part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Pag. 139 (part.), 1 Sergio Pretto, Novecento Rom, CartaCanta 2012. Progetto grafico e logo: Oblique Studio, ill. di cop.: Sara Stefanini. Lista dei titoli (part.), 1

Infine si segnala qui con orgoglio la presenza nell’antologia di un testo, La mia notte con Maud (liberamente tratto), di Giacomo Giossi, nome che chi segue FN molto ben conosce

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. pag. 97 (part.), 2 Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Pag. 97 (part.), 1

Si sente la voce. 8x8 / Oblique Studio. Carta Canta 2012. Quarta di copertina (part.), 2

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