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Cos’è la letteratura gay? Queer Ship, di Federico Boccaccini. 1: Chi siamo noi?

Posted in Uncategorized by federico novaro on 16 novembre 2012

Qeer_Ship_FN

La questione su cosa sia, se esista e cosa comprenda la letteratura gay è irrisolta dal suo apparire; soggetta a continue ridefinizioni, volontà d’inclusione e desiderio di non esservi compresi, la letteratura gay esiste, esiste nella percezione di chi la legge, di chi la scrive, di chi ordina i libri nei cataloghi, nelle librerie, nei siti, si chiami letteratura gay, omosessuale, gay and lesbian, LGBT, LGBTQI e tutta la serie di etichettatute varie e mai soddisfacenti, che vengano apposte alle opere come a chi le scrive.

FN, statutariamente volto a segnalare libri, come dice da qualche parte nel suo About, “variamente queer” è supercontento di farsi porto per un nuovo viaggio nelle acque incerte della letteratura gay.
Federico Boccaccini, al comando del suo veliero, comincia con Queer Ship, un’esplorazione che troverà la sua prossima rotta ad ogni titolo, di isola in isola, di porto in porto. Solo su FN, ça va sans dire.

Queer_Ship_FN_2

“[…] Per molto tempo si è detto: -non solo non vi è una patria comune, ma non vi è né lingua qui, né storia comune di popolo. Di quale letteratura parlate, voi?-. Si è cercato così di neutralizzare la questione sostenendo che la letteratura gay non esista, esistono solo dei bravi e dei cattivi scrittori.

Il critico dallo sguardo benevolo ci spiega che non è tanto importante il fatto che il tale o il tal altro poeta andava in giro di notte a cercar fanciulli, ma l’universalità e la bellezza della sua poesia. Va bene, ma cosa, di grazia, racconta la sua poesia? Il fatto che di notte andasse in giro a cercar fanciulli. E succede, ad esempio, che questa «ricerca» è raccontata da molti, poco importa la lingua, il paese, la storia che si ha alle spalle.

Ciclicamente si ripete la stessa esperienza, di là dei confini di terra e di mare. E non conta neanche il tempo:Tu sa’ ch’i’ so, signor mie, che tu sai, confessa Michelangelo al giovane Tommaso Cavalieri in una delle sue Rime più struggenti. Tu sai che io so che tu sai. Cosa? Non solo ciò che io provo per te, ma anche cosa io sono e tu sei per gli altri. Sembra, dunque, che cosa si racconti in modo universale non sia soltanto la lingua, ma prima di tutto una forma di vita. Una forma che non è quella incarnata in un popolo storico radicato su un territorio, ma quella di una comunità da sempre dispersa, perduta, la cui origine è una diaspora affettiva.

Questa diaspora è l’essenza della letteratura omosessuale.

Non solo perché gli scrittori gay per fuggire dallo sguardo degli altri sono partiti in viaggio, dalla periferia al centro, dal Sud al Nord e dal Nord al Sud, dalla campagna alla città. Sempre. Ma anche perché capire chi si è, è anch’esso un viaggio dentro se stessi non meno difficile. Si fugge dal mondo che ci offende, per proteggersi, ma si fugge anche da se stessi per vergogna. Anche se, come fa l’albero, si nasce e si muore nello stesso luogo, abbiamo vissuto comunque in diaspora, come ospiti sgraditi.[…]”

Queer Ship, di Federico Boccaccini. 1: Chi siamo noi? lo trovate solo su FN

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