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Brunella Gasperini e i Chick list: Barbara Miccoli per Grazie Liala

Posted in Uncategorized by federico novaro on 26 novembre 2012

Nuova puntata di Grazie Liala, indagini sul rosa a cura di Mariolina Bertini

con un ritratto di parola di Christel Martinod:

Barbara Miccoli ripercorre la figura un po’ trascurata di Brunella Gasperini

Christel_martinod_Rosa_FN_9

“[…] Il chick lit (letteralmente “letteratura per pollastrelle”) è a tutti gli effetti una branca del romanzo rosa. Potremmo definirlo un “rosa moderno”, non fosse che il classico vecchio romanzo alla Liala non ha mai perso i suoi cultori.

Diciamo che le differenze fra i generi sono marcate quanto le somiglianze: il chick lit aspira all’ironia, anche se non sempre ci riesce, si picca di essere infinitamente più aderente alla realtà del suo più anziano predecessore, fa larghissimo uso di creme per la cellulite, alito pesante, gambe pelose e abuso di alcolici. Però mette sempre la storia d’amore al centro della scena, e anche se la protagonista non è l’impeccabile eroina bionda cui siamo abituati, deve comunque affrontare le sue belle peripezie prima di raggiungere la felicità.

[…]

Brunella Gasperini (pseudonimo di Bianca Robecchi), arriva alla scrittura grazie ai buoni uffici di Camilla Cederna, che conosceva fin dall’infanzia. Dopo alcune disastrose supplenze nelle scuole, questa le propone infatti di collaborare con alcune riviste femminili, che cercan penne per romanzi a puntate.

Dopo aver incassato un rifiuto perché il primo romanzo è giudicato troppo progressista, Brunella aggiusta il tiro, e inizia ad essere pubblicata regolarmente.

In breve le affidano anche la cosiddetta “posta del cuore”, e mentre scrivo mi viene in mente che questo utilissimo e ancor vivo sfogatoio delle sofferenze e dei pensieri delle donne (basti pensare al successo della rubrica di Natalia Aspesi) potrebbe essere considerato l’antesignano dei blog. Da sempre le donne hanno più bisogno degli uomini di raccontarsi, da sempre cercano in modi diversi un interlocutore autorevole ai problemi che le dilaniano, sia il confessore, lo psicologo o la giornalista.

[…]

sono i romanzi a fare la sua fortuna. Perché, in un paese che sta cambiando, dopo la guerra, nel pieno del boom economico, Brunella si fa strada, timidamente, con il suo umorismo, con storie semiserie, che son sì romanzi d’amore, ma non solo.

Immaginiamo questo: siamo nell’ Italia degli anni sessanta. Le donne leggono Liala. Ma non solo: le donne odiano Liala. Pensano –credo divise equamente- che Liala vada uccisa, e nello stesso tempo che lei sia il sogno, la poesia, l’unico modo per descrivere l’amore.

Nel frattempo, le donne leggono anche libri per uomini. E questo è un cambiamento importante quanto il diritto di voto, credo. Diventa normale, nelle case italiane, accostarsi ad una letteratura unisex, e ci son scrittrici come Elsa Morante che vengono amate e commentate senza remore sui giornali, come se fossero maschi. La letteratura diventa una cosa per tutti, senza condizionamenti di sesso, ma intanto il rosa viene relegato in un canto. […]”

Grazie Liala, indagini intorno al rosa, a cura di Mariolina Bertini
8: I chick lit? Se li è inventati Brunella Gasperini!, solo su FN

Christel_martinod_Rosa_FN_9

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