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GOBETTI EDITORE, Edizioni di Storia e Letteratura (saluti da Roma). 3

Posted in cartoline by federico novaro on 10 gennaio 2013

PIù Libri Più Liberi, Roma, 32g

Altra cartolina dallo stesso stand!
FN deve essere rimasto proprio colpito.
Qui si vedono alcuni volumi della collana “Edizioni Gobettiane”.
Più che cercare informazioni sul,
ribadisce scandalizzato FN, bruttissimo,
sito delle Edizioni di Storia e Letteratura,
meglio farsi un giro sul
(ma si dice sul, o si dice nel?)
sito del
Centro Studi Pietro Gobetti da cui,
pigro,
FN ha tratto paro paro questo pezzo d’introduzione:
“Il Comitato per le Edizioni Gobettiane, con sede in Torino, e le Edizioni di Storia e Letteratura di Roma sono lieti di annunciare l’avvio del progetto per la ristampa di tutti i volumi pubblicati tra il 1922 e il 1929 dalle case editrici fondate da Piero Gobetti (“Edizioni de La Rivoluzione Liberale”, “Arnaldo Pittavino e C.”, “Piero Gobetti Editore”, “Edizioni del Baretti”). Si tratta complessivamente di 114 volumi, che costituiscono un patrimonio fondamentale della cultura italiana ed europea, tanto sul piano della riflessione storica e politica, quanto nei campi della letteratura, della poesia, della critica estetica. La maggior parte di queste opere non è più stata riproposta dopo l’edizione originaria e rappresenta oggi una rarità assoluta.
Ogni volume verrà riprodotto in ristampa anastatica, corredato di una breve scheda di presentazione dell’opera e dell’autore, e di un saggio finale realizzato da uno studioso esperto sul tema. La direzione della collana è affidata al professor Bartolo Gariglio, dell’Università di Torino. Il piano di pubblicazione prevede l’uscita di circa 10 volumi all’anno. Le prime uscite saranno:
– Luigi Sturzo, La libertà in Italia, Torino, Piero Gobetti editore, 1925 (con un saggio di Bartolo Gariglio) – John Stuart Mill, La libertà, prefazione di Luigi Einaudi, Torino, Piero Gobetti editore, 1925 (con un saggio di Nadia Urbinati) – Ubaldo Formentini, Collaborazionismo, Torino, Edizioni della Rivoluzione liberale, 1922 (con un saggio di Paolo Tirelli) – Giuseppe Prezzolini, Io credo, Torino-Pinerolo, A. Pittavino e C. editori, 1923 (con un saggio di Emilio Gentile) – Alessandro Passerin d’Entrèves, Il fondamento della filosofia giuridica di G. G. F. Hegel, Torino, Piero Gobetti editore, 1924 (con un saggio di Gian Mario Bravo) – Piero Gobetti, Risorgimento senza eroi, Torino, Edizioni del Baretti, 1926 (con un saggio di Paul Ginsborg) – Wolfgang Goethe, Fiaba, prima traduzione italiana di Emma Sola, Torino, Edizioni del Baretti, 1927 (con un saggio di Chiara Sandrin).
Il Comitato per le Edizioni Gobettiane si è costituito a Torino nel luglio del 2009, per iniziativa del Centro studi Piero Gobetti e con l’adesione dell’Università degli studi di Torino, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino e della Fondazione Lelio e Lisli Basso – Issoco di Roma. Ne fanno parte i professori Bartolo Gariglio (presidente), Mario Dogliani (vice-presidente), Gianluigi Beccaria, Gian Mario Bravo, Giovanni Conso, Luciano Gallino, Agostino Giovagnoli, Francesco Malgeri, Claudio Pavone, Cesare Pianciola, Marco Revelli, Mariuccia Salvati, Carlo Augusto Viano, e i dottori Gabriela Cavaglià e Marco Scavino.
La realizzazione del progetto scientifico ed editoriale è a cura di un gruppo di lavoro composto da Bartolo Gariglio (coordinatore), Gabriela Cavaglià, Alessia Pedio, Cesare Pianciola, Marco Scavino e Lodovico Steidl.”

Nello scatafascio epocale che investe il modo di fare editoria,
questo stand pone un bel po’ d’interrogativi, lontani dai soliti
che c’hanno riempito bocche e menti negli ultimi tempi,
tutti presi a giocare con strumenti imperfetti, senza i soldi per farli diventare
da potenza atto, alle prese con una massa sterminata di lettere messe in righe alle quali non sappiamo più chiedere
non sappiamo più parlare.
Credevamo d’esser fini intellettuali,
lì a leggere pagina dopo pagina, e scopriamo ch’eravamo solo tossici
d’una forma fisica, mai paghi.
Ora annaspiamo nel metadone, in attesa raffinino meglio
la droga nuova.
(chiediamo scusa noi un po’ imbarazzati per FN e per questa sua deriva così
insistentemente metaforica che gli è presa dopo il
suo soggiorno romano
o il Natale
o il Capodanno, o chi lo sa ma fatto sta, dunque pardon)
Il punto è che qui ci si dimostra che si può essere colti, studiosi, progettuali;
si può costruire un progetto alto, mettere in circolo saperi attorno ad un’idea,
si può non essere pigri, perchè anche solo era facile dire stampiamo tutto Gobetti alè!
Ma l’idea che un’opera di una persona si estenda dai libri che ha scritto ai libri che ha editato ai libri che ha curato,
e che ogni tassello possa essere studiato e reso vivo da chi di quella materia si occupa -e non dalla firma
nausenate, dello scrittore da classifica, pone degli interrogativi anche al modo di fare editoria.
Per esempio che siamo tutti/e drammaticamente, vilmente, vigliaccamente,
succubi delle mode dettate dai supplementi dei quotidiani
che stanno diventando
il nostro modo di conoscere il mondo
di credere di conoscerlo
di immaginarlo
di pensarlo.
Ma il mondo è altrove, come non è qui.

Un saluto
da Roma.

A presto, FN

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