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IL FALSO DI FALCINELLI SUGL’IDÒLA DI LATERZA (saluti da Roma). 12

Posted in cartoline by federico novaro on 29 gennaio 2013

PIù Libri Più Liberi, Roma, 19

In per intanto FN ci chiede di chiedere perdono per il
giallo.
La sua macchinetta funziona bene coi
colori brillanti o
a luce naturale,
ma,
col bianco illuminato
da lampade elettriche,
fa le foto gialle.
Perché il bianco della
cartoncino della copertina, leggermente
goffrato, è
molto importante.
Lo dico qua che poi mi dimentico
-ci dice il FN-
il goffrato dà una sensazione tattile
di eleganza e d’imperiturezza,
c’ha un ricordo d’antico -il bianco, in Italia, sarà sempre l’autorevolezza einaudiana; ricordiamocelo
e andiamo avanti.
La composizione della copertina
-altro in una cartolina non ci sta-
è chiara e semplice:
tre elementi sul piano:
dall’alto in basso, giustificati a sinistra:
iniziamo dal basso:
marchio della casa editrice, in rosso, (che ha mantenuto nei vari restyling quell’aurea tardo ottocentesca che sa di ghisa e di etica borghese)
seguono, in nero, distanziati da una barra di separazione, rossa: il nome della collana e il nome della casa editrice.
Più su, in corsivo bello grande, uno sull’altro slittati di poco,
nome e cognome dell’autore, preceduto da un trattino, come all’inizio di un discorso diretto.
L’autore sembra detto dal titolo.
Che troviamo sopra, composto in due font diverse:
una prima parte è un’affermazione virgolettata, in rosso, a mo’ di citazione, la seconda scritta mimando un timbro rettangolare
con cornice che rinchiude la parola, recita, di sbieco: Falso!, come bollato,
lo sbordo dell’inchiostro appena rettifilato ad essere citazione e non mimesi.
C’è una completa compenetrazione fra progetto editoriale e progetto grafico.
Sono gl’Idòla dei librini come s’usano,
di breve intervento politico,
giornalistico, di denuncia.
Dalla breve vita in mano e in libreria
che molto si basano sull’argomento del momento.
La carta corregge l’ambito differenziandosi, e, senza neanche bisogno di aprire
il libro,
ci dice che non è un pamphlet dell’ultimo minuto,
se no, non gli si sarebbe stata destinata quella carta.
Il programma della collana che si vuol veicolare è naturalmente: svelare le false credenze.
Poco importa qui, anche se è interessante come questo avvenga attraverso una seduzione di complicità,
fra chi pubblica -più ancora che fra chi scrive- e chi acquista -tu ed io sappiamo, è il sottotesto-
ma molto invece qui importa
questo salto che qui si fa
e che possiamo trovare più frequente nei libri per bambini,
fra progetto grafico che diventa sostanza del progetto editoriale.

Il testo, qui, è inessenziale. Tutto è già sulla copertina.

Un saluto
da Roma

A presto,
FN

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