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LIBRINI, 1: Gemme, di Rosenberg&Sellier (Da L’Indice 1/2013)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 26 febbraio 2013

Fra i librini, le “Gemme”

abbeʧe’darjo / FN. R (t)

Librini, libretti, libriccini, libercoli, nelle librerie c’è di tutto a spintonare per arrivare alle casse.
Simili a pile, rasoi, chewing gum, cercano d’accaparrarsi i soldini, quelle monete che un tempo si davano ai bambini e ora scambiamo noi con delle piccolezze, per l’ebrezza di comprare di più. Come quelle confezioni di Tic Tac Ferrero che lillipuzianamente contengono quattro, forse cinque pastiglie. L’investimento nel contenuto è ridotto, il margine di guadagno un pelo meno risicato. Non sono in sé cattiva cosa. Basti pensare a quel che, nel genere del librino, seppe fare Scheiwiller, coi suoi volumetti in 32°, fragili per programma, o a quelli, sontuosi nella minima dimensione, copertinati in cuoio addirittura scolpito a sbalzo nella “Raccolta di breviari intellettuali” che l’Istituto Editoriale Italiano nei primi decenni del secolo scorso fece in gran copia, e che ancora girano nei cataloghi, robusti, indenni.

Erano anche librini quelli che fece Einaudi, filiazione della serie “Scrittori tradotti da scrittori”, rosso scuro, erano i “Saggi brevi”, librini nell’idea dell’elaborazione d’occasione, nella lateralità sapienziale; erano libretti gli “Incipit” di Bollati Boringhieri, la prima collana della gestione Cataluccio, esternalizzata e raffinatissima, ora un po’ svilita da GeMS.
I celeberrimi “Millelire” di Stampa Alternativa, spillati, sono stati il trionfo del librino, così scanzonati da poter essere rubricati sotto la voce “fanzine”, pur dispersa in decine di titoli.

La forma breve si addice agli eccessi, distillato di raffinatezza intellettuale, scherzo, concentrato d’inutilità. Difficilmente si conservano –quando i libri si conservavano, i marosi dei traslochi erano i primi a disperdere-.

abbeʧe’darjo / FN. R (t)

Ora la loro natura migliore sembra l’essere graziosi. Si rivolgono anche a un piacere diverso, difficile essere indecisi fra un volumazzo di Faletti che riempie le mani come una zolla e un librino come l’ultimo di Pericoli da Adelphi, Attraverso l’albero, nell’ormai longeva –e sempre così graficamente mediocre, anche se recentemente un po’ casualmente mossa- “Biblioteca minima”, che si dimentica d’avere in tasca.

Alla romana decembrina Fiera della Piccola e Media editoria, Più Libri più liberi, librini ce n’erano un po’ in tutti gli stand.

Tralasciando i già conosciuti “Zoo | Scritture animali” della :due punti edizioni, esercizi di racconto breve in lingua italiana, o “i piccoli” di Terre di Mezzo, con un’anima scanzonatamente manualistica, o, certo, i raffinatissimi, dilaganti nei remainder, de “Il divano” di Sellerio, c’erano però molti nuovi librini affacciantesi al mercato crudele o meglio impoverito.

I più arzigogolati come programma, acciaccati purtroppo da un progetto grafico degno di una drogheria chic del centro (di Marco Antonaci), sono i librini della collana “Gemme” della seriosa, storica e indomita torinese Rosenberg & Sellier: neri di una carta semilucida che reca memoria d’ogni unghia che gli si avvicini, hanno tracciata in basso in corsivo la parola del titolo in vernice selettiva lucida noir sur noir; i dati sono scritti in bianco, con in alto una breve linea-lampo che sfuma nel grigio a separare il nome della collana, “Gemme”, dall’indicazione del marchio editoriale, più in alto, e in corpo più grande; più in basso, verso il centro, l’indicazione d’autore e titolo, divisi da una linea che diventa goffamente racemo.

È interessante la scelta di mettere in alto, al centro, bello grande, il marchio editoriale. È un’impostazione grafica più da locandina di teatro, che da copertina; potrebbe non essere casuale: la collana, in cui ogni volume reca come titolo una parola (Parola, Maria Luisa Altieri Biagi; Vita, Amos Luzzatto; Autorità, Luisa Muraro, Eredità, Chiara Saraceno, per citarne alcune) si vuole chiusa –sono previsti 24 titoli- e parte d’un progetto più grande, che dal libro prosegua in una serie d’eventi e di attività on-line.

Il libro, il librino, come appoggio, brochure, viatico.

Una serie di citazioni può chiarirne gli intenti: “Gemme | Sono voci d’autore [e che tristezza che proprio Rosenber & Sellier opti per un neo-consevatore monogenere] che offrono messaggi ricchi e spesso inattesi e suscitano un dialogo che potrà continuare sul sito e nei grandi incontri culturali in tutta Italia … sono 24 parole da curare e che ci cureranno … [in coda al testo, sei pagine bianche con in alto a sinistra e destra, in orizzontale, il titolo e la parola “tu”] Un dialogo fatto di voci diverse [sic]: per questo, qui, le pagine sono ancora da scrivere. Da te.”

abbeʧe’darjo / FN. R (t)

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata e corredata di fotografie, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 1 – XXX, Gennaio 2013.

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