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ALL SUMMER LONG, di Massimo Scotti. 3: EVERGREEN

Posted in Uncategorized by federico novaro on 29 agosto 2013

BRANDO_SCOTTI_NOVARO

All Summer Long è una piccola rubrica estiva a cura di Massimo Scotti.
FN è molto onorato di ospitarla.

Evergreen

Non saranno delle novità, ma si possono ormai chiamare classici: sono alcuni dei libri più belli scritti su argomenti lgbtq* nel Novecento. Non ci si può definire L o B o G eccetera senza averli letti, dunque, coraggio, e buon divertimento!

UNO! (+ uno)

Joe Ackerley, Mio padre e io (Adelphi, 8 euro). Capolavoro assoluto di tenerezza e ironia, racconta nientemeno che la ricerca dell’amore, quello VERO, da parte del protagonista; ma strada facendo, tra un’occhiata al lift di un grande albergo e un’altra a un pugile aitante, il protagonista stesso riflette su una vecchia storia capitata a suo padre, e si domanda: “Ma se papà…?”. L’autore poi è uno di quelli davvero da non perdere. I cinofili apprezzeranno molto un altro suo libro, in cui si scopre che l’amore vero e spirituale forse si può trovare anche al di là del mondo degli umani: Il mio cane Tulip (Voland, 13 euro ). E l’argomento è di grande attualità, se è vero che Karl Lagerfeld vorrebbe sposare la sua gatta.

ALTRI DUE!

La stessa casa editrice Voland ha appena ripubblicato un altro libro di Ackerley, da cui fu tratto un film con Alan Bates: Tutto il bene del mondo (14 euro). La storia è divertente, struggente, feroce. Un giovanotto rissoso in carcere. Il suo amante, più o meno segreto, prende con sé il suo amatissimo cane lupo. La famiglia del bel marinaio fa finta di non sapere, ma ricatta in sordina l’amante del congiunto con subdola malizia (e tira in mezzo il bel lupo conteso). Ormai introvabile è un altro libro stupendo di Ackerley, Festa indù (Serra e Riva, anni Ottanta). Editori, svegliatevi!

UNO!

Ancora vecchie e meravigliose storie, narrate da due scrittori d’eccezione: Roger Peyrefitte, L’esule di Capri (La Conchiglia, 22 euro) e Compton Mackenzie, Le vestali del fuoco (La Conchiglia, 17 euro). Protagonista assoluto è l’inestimabile barone Fersen – un uomo, una leggenda. Splendido, ricco, sprezzante, blasé. In fuga dalla patria per aver combinato pasticci tra feste e ragazzi (ah, i misteriosi “balletti rosa” di cui si favoleggiava un tempo), arriva in Italia e punta su Capri, dove si fa costruire una villa sul cui frontale sta ancora scritto: Amori et dolori sacrum (titolo di un’opera di Barrès). Lui era uno che i ragazzi non li conquistava, se li acquistava proprio. Infatti passando per Roma aveva fatto compere; nella fattispecie un bel giovinetto, Nino Cesarini, che la famiglia non avrebbe saputo allevare negli agi promessi dal barone. A lui Nino viene affidato, di comune accordo, a lui resterà sempre accanto, nella buona sorte come nella cattiva. Tutta Capri parlerà delle loro feste, il Golfo intero saprà quando il giovinetto avrà dato al barone la gioia di una notte d’amore, perché la si celebrava ogni volta con un fuoco acceso sull’alto delle rupi. E i due biografi di Fersen fanno a gara di esilaranti maldicenze.

UN ALTRO!

Sempre Compton Mackenzie ha dedicato un altro libro, Donne pericolose, ai cenacoli saffici dell’isola di Capri (La Conchiglia, 17 euro). Spiritoso, irriverente, sardonico, Mackenzie conosceva bene quel mondo cosmopolita e folle in cui ci si divertiva moltissimo, si beveva ancora di più e la natura, il clima, l’estate facevano ardere le passioni più dei cespugli di macchia mediterranea. Spinosissime rose bizzarre spuntate fra gli scogli dell’isola, spedite in esilio dai familiari bacchettoni, le signorine vestite da uomo ne combinavano di tutti i colori: guai parlar male dei tempi delle nonne e delle bisnonne, pensando che la loro fosse un’epoca retriva. Erano molto più avanti di adesso, i diritti se li conquistavano da sole, individualmente o collettivamente, spendevano eredità intere per coprir di diamanti le loro splendide traditrici.

PER CHIUDERE

Già che siamo in argomento, un classico dei classici femminili: Colette, Il puro e l’impuro (Adelphi, 9 euro). Il desiderio, la follia amorosa, le regole dell’educazione sentimentale, la follia, il coraggio e l’umiliazione. L’autrice era fiera, nel suo periodo lesbico, di indossare un prezioso collare che recava la scritta: “Io appartengo alla Marchesa di Belboeuf”. Marchesa che poi era un distinto donnone aristocraticissimo, noto come Mitzi o Missy, Zio Max per gli amici più intimi. Passato il periodo delle sventatezze giovanili, Colette medita sull’amore autentico e paritario che può legare due esseri, a qualunque genere appartengono, e cita lunghi brani dai diari di due signorine che avevano deciso di vivere sole, appartate, appagate semplicemente della compagnia l’una dell’altra: “Con la mia adorata sto vivendo giorni di perfetta felicità”, scrivono insieme; una lettura estiva caldamente consigliata a Putin.

(NOTA: tutti i libri citati, anche gli introvabili, sono conservati presso la Biblioteca CDO dell’Arcigay di Milano, in Via Bezzecca 3, tel. 0254122225).

Le puntate precedenti:
Harmony dei tempi nuovi
Doposole ed engagement

BRANDO_SCOTTI_NOVARO

2 Risposte

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  1. benjibritten said, on 30 agosto 2013 at 10:07 am

    Grazie per aver ricordato Joe Ackerley, un autore amato da Auden e Forster. Spero davvero che “Festa indù” venga ripubblicato…

  2. Massimo said, on 4 settembre 2013 at 11:25 am

    Grazie a te, Benjamin Britten, lo spero tanto anch’io


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