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Virginia Woolf, Paolo Armelli

Posted in Uncategorized by federico novaro on 29 novembre 2013

Virginia Woolf, Voltando pagina. Saggi 1904-1941. ilSaggiatore 2011;  [responsabilità grafiche non indicate]; alla cop.: ©Hulton-Deutsch Collection/Corbis. Copertina (part.) , 8

Nelle settimane scorse su FN è uscito un breve saggio a puntate di Paolo Armelli su Virginia Woolf e in particolare su Mrs Dalloway.

Qui alcuni stralci e illustrazioni e link.

1.: Vivere l’alterità: VIRGINIA WOOLF

“[…] Ho buttato via una giornata [rispondendo a una dura critica apparsa sul Times Literary Supplement]. Suppongo sia tutta fatica sprecata; eppure, se sono davvero una outsider che io rimanga una outsider.

Virginia Woolf

[…]

È interessante osservare questa definizione che Virginia Woolf (1882-1941) dà di se stessa, concentrandola in un unico vocabolo: outsider.

[…]

Quella di Woolf, come essenzialmente tutte quelle dei modernisti nei primi decenni del Novecento, fu una ricerca di novità, di ribellione al vuoto realismo precedente, di incontro con l’alterità: i personaggi woolfiani, sono figure alla ricerca di una loro identità in un contesto sociale che spesso li emargina o li opprime; di conseguenza anche di un linguaggio nuovo che dia voce a un io franto e mobile, di nuove tecniche per rappresentare una società non più solida e irremovibile, ma irrimediabilmente fluida e complessa. […]”

Vivere l’alterità: VIRGINIA WOOLF

Virginia Woolf, Diari di viaggio. Mattioli 1885. [responsabilità grafica non indicata]; [imm. di cop. senza attribuzione]. Copertina (part.), 10

2.: Scrivere l’alterità: CLARISSA DALLOWAY

“[…] Uno dei romanzi che più di altri dimostra il tentativo di Virginia Woolf di sublimare il tema della diversità è sicuramente Mrs Dalloway (1925), forse fra i testi più letti dell’autrice.

[…]

Sebbene si concluda con Clarissa rigenerata da una nuova consapevolezza, il romanzo ci lascia il quadro di una società in cui ognuno deve portare il peso della propria incomunicabile diversità. Tutti i personaggi che incontriamo, anche quelli secondari, vengono ritratti in lotta contro un mondo che in vario modo li opprime e non li fa esprimere appieno; viene ad esempio sfiorato il tema dell’omosessualità, quando si fa riferimento alla passione giovanile fra Clarissa e l’amica Sally Seton, o all’affetto spropositato fra l’insegnante Miss Kilman e la figlia di Clarissa, Elizabeth, o ancora si tratteggia il legame fra Septimus e il commilitone ucciso da una bomba, Evans, così forte da durare anche dopo la morte.

[…]

Ogni diversità, nella società che Woolf illustrò in Mrs Dalloway, viene repressa da un potere politico, economico, militare o clinico che sia: proprio per questo risulta essere un’opera di denuncia in quanto critica uno status quo oppressivo; in essa si articola l’idea modernista di un’identità non più ben definita, ma fluida e cangiante. […]”

Scrivere l’alterità: CLARISSA DALLOWAY

Virginia Woolf, Voltando pagina. Saggi 1904-1941. ilSaggiatore 2011;  [responsabilità grafiche non indicate]; alla cop.: ©Hulton-Deutsch Collection/Corbis. Copertina (part.) , 5

3.: Tradurre l’alterità: le versioni italiane di Mrs DALLOWAY

“[…] In Italia sono apparse sei traduzioni di Mrs Dalloway: quelle di Alessandra Scalero (Mondadori, 1946), di Nadia Fusini (Mondadori, 1989), Laura Ricci Doni (SE, 1992), Pier Francesco Paolini (Newton Compton, 1992), Anna Nadotti (Einaudi, 2012) e Marisa Sestito (Marsilio, 2012). Il confronto fra le differenti versioni italiane, pur condotto in modo soltanto preliminare (e qui di seguito si escludono quelle di Ricci Doni e Paolini), può essere un’operazione doppiamente utile perché da una parte aiuta ad approfondire il tema dell’alterità nella misura in cui vengono scelti passi che esaltano l’outsiderness di alcuni personaggi; dall’altra in quanto è interessante vedere in che misura l’atteggiamento traduttivo si dimostri accogliente anche nella lingua d’arrivo della diversità insita nel testo originale.

[…]

Confrontare queste traduzioni andando ad analizzare i momenti in cui esse si discostano maggiormente dal testo originale woolfiano non significa voler individuare quale versione è la migliore o la più fedele (concetti questi che sono peraltro traduttologicamente superati), ma piuttosto vuole essere una riflessione che punta ancora più l’attenzione sul discorso dell’otherness: se il tema dell’alterità era particolarmente sentito da un’autrice come Woolf, tanto da spingerla a sottolineare tale tematica anche con uno stile linguistico appositamente concepito, il traduttore, il quale – come insegna Berman – deve accogliere le differenze mentre traduce, vede acuita la sua responsabilità e deve sforzarsi ulteriormente in questa direzione. […]”

Tradurre l’alterità: le versioni italiane di Mrs DALLOWAY
Virginia Woolf, Voltando pagina. Saggi 1904-1941. ilSaggiatore 2011;  [responsabilità grafiche non indicate]; alla cop.: ©Hulton-Deutsch Collection/Corbis. Copertina (part.) , 9

Di supporto a questi tre post, un quarto raccoglie l’incipit di Mrs Dalloway nella versione originale e in quattro versioni italiane.

3.1: Tradurre Mrs DALLOWAY: l’incipit secondo Alessandra SCALERO, Nadia FUSINI, Anna NADOTTI, Marisa SESTITO

“[…] 0: Viginia Woolf: Mrs Dalloway (incipit tratto dall’edizione Penguin Books, London-New York 1996)

Mrs Dalloway said she would buy the flowers herself.

For Lucy had her work cut out for her. The doors would be taken off their hinges; Rumpelmayer’s men were coming. And then, thought Clarissa Dalloway, what a morning – fresh as if issued to children on a beach.

[…]

1: Viginia Woolf / Alessandra Scalero: La Signora Dalloway (incipit tratto dall’edizione Mondadori, Milano 1979)

La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comperati lei.

Lucy ne aveva fin che ne voleva, del lavoro. C’era da levare le porte dai cardini; e per questo dovevano venire gli uomini di Rumplemayer. “E che mattinata!” pensava Clarissa Dalloway “fresca, pare fatta apposta per dei bimbi su una spiaggia.”

[…]

2: Viginia Woolf / Nadia Fusini: La Signora Dalloway (incipit tratto dall’edizione Mondadori, Milano 2001)

La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comperati lei.

Quanto a Lucy aveva già il suo daffare. Si dovevano togliere le porte dai cardini; gli uomini di Rumpelmayer sarebbero arrivati fra poco. E poi, pensò Clarissa Dalloway, che mattina – fresca come fosse stata coniata nuova di zecca per dei bambini su una spiaggia.

[…]

3: Viginia Woolf / Anna Nadotti: La Signora Dalloway (incipit tratto dall’edizione Einaudi, Torino 2012)

La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.

Perché Lucy aveva fin troppo da fare. Bisognava togliere le porte dai cardini, stavano arrivando gli uomini di Rumpelmayer. E poi, pensò Clarissa Dalloway, che mattina – fresca come se fosse scaturita per dei bambini su una spiaggia.

[…]

4: Viginia Woolf / Marisa Sestito: La Signora Dalloway (incipit tratto dall’edizione Marsilio, Venezia 2012)

La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.

Perché Lucy di lavoro ne aveva già abbastanza. Le porte andavano levate dai cardini; gli uomini di Rumpelmayer sarebbero arrivati a momenti. E poi, pensò Clarissa Dalloway, che mattina – fresca, come elargita a dei bambini su una spiaggia. […]”

Tradurre Mrs DALLOWAY: l’incipit secondo Alessandra SCALERO, Nadia FUSINI, Anna NADOTTI, Marisa SESTITO

Virginia Woolf, Voltando pagina. Saggi 1904-1941.  ilSaggiatore 2011; [responsabilità grafiche non indicate]; alla cop.: ©Hulton-Deutsch Collection/Corbis. Copertina (part.) , 4

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