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Fieri delle Fiere? Riassunto per il 2014

Posted in editoria, note by federico novaro on 23 dicembre 2013

Su FN dall’inizio di Dicembre s’è iniziata una discussione su ruolo, fine, utilità delle Fiere e dei Saloni del Libro.

Ora, alla fine di dicembre, ci si ferma un momento, per riprendere nel 2014 con nuovi interventi.

Qui intanto i link a tutti gli interventi pubblicati sinora.

Fieri delle Fiere è a cura di Donatella Brindisi, che qui FN ringrazia per il lavoro e l’attenzione con cui è stato fatto. Senza di lei FN sarebbe stato meno fiero di Fieri delle Fiere di quanto non sia -grazie.

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0.1, una premessa

Leggere non è più figo

Un post pubblicato a ridosso del Salone del Libro di Torino 2013

“[…] Non c’erano mille distrazioni come ora, non c’era come ora la frammentazione dei canali delle sollecitazioni non si era immersi in un flusso costante di impulsi che ci chiedono costantemente un feedback, si poteva, allora, esistere anche un momento senza dirlo, addirittura una sera intera, un giorno, addirittura un’intera estate.

Ma quello che facevano le case editrici allora era di rendere figo che, in quell’ora, in quella sera, in quelle vacanze, si leggesse. Rinunciando a guardare il tramonto o alla chitarrata in spiaggia o a ballare o a ricamare al tombolo.

Ora c’è una sola casa editrice capace di far balenare l’idea che sia più figo leggere un libro invece che feedbeccarsi sui social? È probabile che di fondo noi tutti si sia interiorizzato che no, non è più figo leggere di far guadagnare soldi ai social con le minute manifestazioni della nostra esistenza. […]

Leggere non è più figo

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0.2 Il post iniziale

FIERE E SALONI, basta. Grazie di cuore, FN

Una serie di considerazioni scritte qualche mese dopo il Salone

[…] Non ho nulla contro i Saloni, o le Fiere dei libri in sé. Anche se trovo che il termine fiera sia più onesto. Ma, dopo la Fiera di Roma -Più libri più liberi, Fiera della piccola e media editoria- venendo via mi chiedevo: -ma a che serve? Non è che sottintendessi: a niente. Cercavo di capire a cosa servisse, perché la si facesse. A me sembrava facesse solo male. Male alle case editrici degne di questo nome, al loro lavoro, alla promozione della lettura, ai libri, al pubblico pagante, a chi legge tanto e a chi non legge niente. […]”

FIERE E SALONI, basta. Grazie di cuore, FN

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1. La prima risposta

I LIBRI: VENDERLI NON BASTA

Pochi giorni dopo Filippo Nicosia rispondeva al mio post, poi arrivava l’estate.

“[…] Quello che manca è una visione di lungo respiro. Quello che spaventa è l’inesorabile passività degli editori, degli addetti ai lavori, delle istituzioni.
Ognuno ha la sua parte di responsabilità.

Gli editori alle fiere-sagre cercano un pubblico di lettori, e ne hanno diritto, ma quali lettori? Con quali mezzi li cercano? E in queste occasoni li trovano?
Credo che qualsiasi manifestazione che abbia come scopo quello esclusivo della vendita dei libri sia una manifestazione di per sé fallimentare. […]”

I LIBRI: VENDERLI NON BASTA

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2. Fieri delle Fiere?

ECOSISTEMA

Poco prima della Fiera della Piccola e Media editoria riprendiamo la discussione, ora a cura di Donatella Brindisi.

Il primo intervento è di Marco Baleani, di Quodlibet

“[…] non penso che sia possibile salvare il libro salvando semplicemente i piccoli o un qualche punto di qualità, trovo anzi dannose le battaglie identitarie che dicono: noi facciamo i libri veri, noi siamo i custodi della cultura, gli altri sono solo anonime industrie guidate dal marketing e votate al mercato. Al contrario bisogna portare acqua in questo mare, il che, tradotto, vuol dire che non dobbiamo arroccarci sui lettori forti, quelli che ci seguirebbero comunque e qualunque cosa accadesse (ebook compresi): il libro, nelle sue diverse forme e accezioni, deve tornare ad essere un oggetto popolare, di consumo.

Ora, se bisogna immaginare nuove fiere, nuovi sistemi per la diffusione del libro, nuove reti, bisogna immaginarle in questa ottica: popolare e non di élite. […]”

ECOSISTEMA

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3. Interviene un’agenzia letteraria, Lotto 49

La responsabilità degli “editori editori”

“[…] Qual è la soluzione? Andarsene dalle fiere non cambia lo stato delle cose. Organizzare delle fiere alternative probabilmente sì.

L’idea di ricalcare il modello Artissima potrebbe essere salvifica. Eppure in tanti ti risponderebbero, Federico, che in questo modo non fai altro che ampliare la forbice tra élite e popolino. Ma siamo sicuri che continuare su questa strada non porti a una omologazione verso il basso, che nasconde un disprezzo buonista e una totale mancanza di rispetto nei confronti di un lettore considerato come una cloaca capace di ingurgitare qualunque tipo di rifiuto? […]”

La responsabilità degli “editori editori”

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4. Pietro Del Vecchio introduce un tema che tornerà: la stanchezza di tutti gli attori in campo, e il paragone con Lucca Comics

Disaffezione

“[…] Le case editrici di fiction hanno, al contrario, disaffezionato il lettore italiano con prodotti scadenti tanto dal punto di vista della qualità dell’oggetto libro, quanto soprattutto dal punto di vista dei contenuti.

Se nel mondo del fumetto la percentuale di prodotti scadenti è del 20%, nel mondo della fiction la proporzione è esattamente inversa: un 20% di qualità a fronte di un 80% di ciarpame.

Il lettore di fiction si è talmente disaffezionato che non ha voglia di acquistare, paradossalmente, se non i marchi che già conosce (che in alcuni casi sono massimamente responsabili dello scadimento generale). […]”

Disaffezione

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5. Paolo Canton porta l’attenzione sugli editori. Sanno ancora comunicare il loro lavoro?

Incapaci a raccontarsi

“[…] Mi interrogo, quindi, su come sia possibile che il libro – quindi l’editoria – trovi un modo di raccontarsi a questo pubblico nuovo che con tanto lodevole sforzo si cerca di coinvolgere e interessare, per ora con scarsi risultati, attraverso fiere, festival, mostre-mercato. Mi interrogo su come le fiere possano ripensarsi e ristrutturarsi per smettere di essere contenitori di merce e diventare a loro volta convincenti, coinvolgenti narrazioni che abbiano per oggetto il libro. […]”

Incapaci a raccontarsi

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6. Carolina Cutulo introduce un tema cha appare dirimente: il ruolo delle case editrici che pubblicano a pagamento

Censure culturali?

“[…] la questione che mi preme rilevare, non più importante delle altre ma senza dubbio fondamentale per ricostruire la mappatura di cui sopra, è la qualità degli editori presenti in fiera, attraverso una selezione basata innanzitutto sull’essere editori puri, che cioè, come dice la legge, investono esclusivamente il proprio denaro sulle pubblicazioni. E questa qualità degli editori presenti alle fiere è cruciale non solo per un discorso morale sulle prassi di pubblicazione, ma proprio per una questione culturale e di qualità: si tratterebbe di un piccolo ma importante segnale che permetterebbe di raggiungere un numero sempre maggiore di lettori affezionati, fidelizzati, perché, come molto giustamente considera Del Vecchio nel suo intervento: “Se pubblichiamo prodotti scadenti disaffezioniamo i lettori, e i lettori disaffezionati leggeranno sempre meno”, e viceversa. […]”

Censure culturali?

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7. Cecilia Mutti racconta le fiere dal punto di vista di chi ha aperto una casa editrice da poco e non vi ha ancora partecipato.

Inghiottiti dalla mischia

“[…] il fatto di ritrovarsi inghiottiti nella mischia di un mercatone disordinato e disomogeneo non aiuta, ma tanto vale prenderla come una sfida per emergere, farsi riconoscere, scegliere e preferire, proprio come in libreria.

Da espositore non mi piacerebbe trovarmi in una riserva protetta per panda. Alla fine, nella vita vera dobbiamo confrontarci con quello che è il mercato, dove c’è di tutto. E in fiera, le case editrici ci vanno per vendere, cosa legittima e giusta perché la piccola/media/grande casa editrice è innanzi tutto un’impresa.

Però quello che molti sembrano non capire è che si venderebbe di più, se contesto e contenuto fossero migliori. […]”

Inghiottiti dalla mischia

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8. Federico Di Vita racconta le sue Fiere e torna sull’ipotesi di modelli alternativi

Le maledizioni dei miei Natali

“[…] il modello degli editori prigionieri del loro banchetto avito ha fatto il suo tempo, si dovrebbe provare altro. Come detto sarebbe bello mettere al centro le storie o – forse meglio – i lettori. E non trovo che i modelli di Lucca e Artissima siano antitetici. Certo, a Lucca sfilano plotoni di cosplay ma, sempre a Lucca, vengono messi in mostra in (frequentatissimi e luccicanti) spazi museali gli strumenti e le tavole dei fumettisti, e quegli spazi sebbene doverosamente selettivi non respingono i lettori ma ne attirano gli sguardi pulsanti. Dentro Lucca, in altre parole, c’è Artissima. Ma si riuscirebbe a fare altrettanto con i libri? E se sì, quanto ci vorrebbe? Lucca Comics ha appena compiuto diciotto anni. […]”

Le maledizioni dei miei Natali

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9. Infine Arcangelo Licinio ci racconta la sua Fiera da un doppio punto di vista: editore e libraio

E a casa mi sono chiesto

“[…] E invece. Gli stand li ho visti tutti. E alcuni ho dovuto saltarli di corsa, pieni zeppi di libri a pagamento. E altri, invece, avevano sì libri bellissimi, ma li conoscevo già, li conoscevano tutti, li si trova quasi ovunque se un libraio li cerca. E allora nel mio primo giorno da libraio in fiera ho salutato gli amici e le amiche. Quelli che vedo solo una o due volte all’anno. E sì ho comprato dei libri, per me, e per la libreria, ma li avrei potuti comprare comunque, restando dov’ero. E sì ho parlato con qualcuno che non conoscevo, ma alle fiere ci vedevamo sempre. E alla fine sono tornato a casa e mi sono chiesto se ha avuto veramente un senso esserci venuto. […]”

E a casa mi sono chiesto

Ecco.

Infine ecco la premezza di Donatella Brindisi all’ultimo intervento:

“[…]

Con questo contributo, approfittando della chiusura di FN per le consuete ferie natalizie, anche “Fieri delle Fiere?” si ferma per un po’. Tuttavia, abbiamo già molti interventi “prenotati”, e altre voci da ascoltare e idee di cui discutere sul tema delle fiere editoriali che, come ci avete dimostrato, appassiona e interessa perché può essere uno dei punti cruciali da cui ri-partire per far funzionare meglio tutto ciò che gira intorno ai nostri tre personaggi preferiti: l’editore, il libro e, soprattutto, chi legge.

Grazie a Federico Novaro che mi ha invitata e ospitata. E grazie a tutti coloro che sono intervenuti, che ci hanno letti e condivisi: mi auguro che “Fieri delle Fiere?’” abbia seminato i primi germogli di una fruttuosa riflessione. A presto! […]

SALTO13_1_NOVARO

 

 

 

 

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