federico novaro libri

Case editrici, VIVE O MORTE. (da L’indice dei Libri, 2 / 2014)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 20 febbraio 2014

Che ne sarà di loro?

abbeʧe’darjo / FN. C (t)

Forse si può iniziare a dire che le piccole e medie case editrici non moriranno. Naturalmente ne moriranno tantissime, per fortuna, ma qui si vuole indicare la categoria: dopo ormai qualche anno di crisi economica intrecciata con crisi di sistema qualche ipotesi –ma proprio poche- su quel che succederà si può fare.
Insomma si è un po’ smesso di perdere tempo a questionare se il libro di carta sopravvive sì, no, forse. L’interrogativo è semmai in quale quantità. Naturalmente parliamo d’un futuro esperibile nelle nostre brevi vite.
Spesso si è fatto il paragone con la musica: dopo secoli che la si poteva ascoltare solo dal vivo a un certo punto diventa riproducibile legandosi a un oggetto materiale. Lì sta per anni poi dell’oggetto si può fare a meno e l’oggetto sparisce pressoché.
Il paragone, anche se in parte produttivo, è sviante. Quell’oggetto a cui la musica si era legata: dischi e strisce di vari materiali, non è mai stato interessante, salvo per la qualità dell’ascolto e le confezioni.

Il libro invece non è stato solo così. Se è difficile sostenere che le Variazioni Goldberg suonate da Glenn Gould cambino se gli metti una copertina o un’altra, sappiamo invece che una copertina sbagliata –o uno dei tanti elementi che fanno un libro cartaceo parimenti sbagliato- possono rendere un testo bello brutto.

In questa magia sta il piacere -soddisfatto mai, frustrato sempre- che cerchiamo nel nostro rapporto coi libri. I testi si leggeranno sempre più su dei device che ora sono rozzi com’erano i cellulari qualche anno fa, che sembravano tostapane e ora non più. Forse possiamo dire che se la fotografia non ha ammazzato la pittura, se il cinema non ha ammazzato il teatro, i device non ammazzeranno i libri cartacei.

Certo, si sarà sempre in meno a goderne. Saranno, di nuovo, destinati a un’élite. E a far questo, lavorare per un’élite sfaccendata e che insegue il suo misterioso piacere, non sono più brave le grandi case editrici, forse neanche più le medie. Sono brave le piccole, consumando le forze dei loro pochi e sottopagati addetti, che quindi non moriranno.

Dobbiamo gioirne? Forse no. La vera perdita non è come si dice qui e là, nella misura del libro come format cognitivo, negato dallo spezzettamento che i social ci impongono –che sarebbe come dire che l’elaborazione intellettuale, che ha bisogno di ampio spazio per prodursi, finirà; pare più ragionevole semmai pensare che troverà altre forme e supporti e ricchezze- è invece la fine delle case editrici generaliste così come le abbiamo conosciute.

Diventeranno grandi produttrici di “esperienze”.
La retorica che non accenna a finire del “personalizzato” –con il suo grappolo semantico sino all’orrido “customizzato”- anestetizza il senso critico del consumatore, che si crede –truffato- d’avere del potere che –pensa- un tempo non aveva. La piccola casa editrice, così piccola, può far poche copie, che chi comprerà penserà d’essere in stretto circolo, e meno volgarmente soddisfare l’esigenza, indotta, d’emergere dal silenzio in cui –beato- se n’era stato per decenni e decenni.
Ma la piccola casa editrice è piccola. Quanti libri fa all’anno per i suoi pochi lettori? Una decina, forse quattro, giù di lì. Che tirature avrà e che percentuale fra venduto e reso? A che platea si rivolge? (ricordando che neanche il 14% della popolazione italiana legge più di un libro al mese). Per forza sono case editrici di nicchia, specializzate; chi fa libri del Nord, chi li fa di sport, chi li fa americani, chi fa saggistica, chi fa bambini, chi fa viaggi e così via.

La grandezza etica e culturale della Mondadori di Arnoldo, della Garzanti di Livio, dell’Einaudi di Giulio, della Bompiani di Valentino era l’idea –di cui loro stessi erano garanti- di fare libri per tutti. Non ciascun libro che fosse per tutti, ma che nel catalogo della casa editrice trovassero posto libri per tutti, che mentre compravi Faulkner, compravi anche Topolino e viceversa.

Questo significa una forza di pensiero che s’è smarrita, una generosità culturale della quale si sono perse le tracce, un rispetto vero per chi compra i libri al quale, purtroppo, ora i marchi generalisti, mascherandosi dietro la grande truffa della condivisione e del protagonismo del singolo lettore, hanno sostituito il disprezzo e la volontà di circonvenzione, guidate dal panico dell’abbandono, totalmente prive di una bussola.

Non usa più chiamare le case editrici col nome del fondatore e non ci sono più fondatori. Si ama in questo l’illusione di un potere attenuato, dimenticando che non è che il potere se ne va, semplicemente gli cambi il posto in un annacquamento delle responsabilità.

Incapaci di essere Valentino, Livio, Arnoldo, Giulio si è abdicato agli uffici commerciali. Che forse –ma tutto ci dice il contrario- sanno fare soldi, ma certo, posto facciano bene ai conti delle case editrici, non fanno altro bene che quello.

Generalista voleva dire raggiungere quanti più lettori possibile, che voleva dire portare i libri a quanti più lettori possibili. È molto diverso da fare quanti più soldi possibile vendendo libri.
In questo la morte delle grandi case editrici è già consumata, le tombe già chiuse.
Ci abbiamo perso tutti. E non è accaduto in seguito all’avvento dei device come strumento di lettura. Speriamo, anzi, questo le faccia rinascere.

abbeʧe’darjo / FN. C (t)

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata e corredata di fotografie, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 2 – XXXI, Gennaio 2014.
abbeʧe’darjo / FN. C (t)

Tutti gli Appunti precedenti sono nella sezione Editoria / Notizie di FN

L’Indice dei Libri è on-line

abbeʧe’darjo / FN. C (t)

Tagged with:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: