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Eleonora Marangoni / PROUST. I COLORI DEL TEMPO. Electa 2014. (Recensione di Mariolina Bertini)

Posted in recensioni by federico novaro on 18 marzo 2014

Proust. I colori del Tempo
di Eleonora Marangoni

design di Paolo Tassinari / Leonardo Sonnoli (Tassinari/Vetta)
ricerca iconografica di Marta Alvarez
editor di collana: Nunzio Giustotti

cartaceo: brossura con alette, 122 pag. ill. col.: 22€
Electa -pesci rossi [il numero di uscita nella collana non è indicato], Milano 2014

Senza titolo

In un romanzo recente e spiritoso, Io e Proust (Voland 2014), Michaël Uras immagina che il protagonista, un giovane studioso, riesca a realizzare il sogno di tutti i proustiani: incontrare un vecchissimo signore, dimenticato da tutti, un certo Maurice Nôdier, che ha perfettamente conosciuto l’autore della Recherche, l’ha rifornito per anni di pettegolezzi e detiene certo su di lui preziose informazioni biografiche inedite.
Il corteggiamento del vegliardo, bizzoso e reticente, è un’impresa delicata, ma la posta in gioco sembra così alta che Jacques Bartel –questo il nome del giovane eroe- vi si impegna con tutte le sue forze. La delusione sarà da tale da troncare la sua carriera di ricercatore, inducendolo a distruggere la sua ricca biblioteca proustiana: su Proust, gli rivela Nôdier, non c’è più nulla da scoprire, “tutto ciò che è stato scritto su di lui copre ampiamente ogni meandro della sua biografia (…). Non c’è più la minima zona d’ombra, eccezion fatta, forse, per l’epoca in cui era ancora un feto!”.

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Copertina (part.), 6

È raro , in effetti, che le pubblicazioni proustiane -che la ricorrenza del centenario di Swann ha incrementato nel 2013, soprattutto in Francia- offrano novità di rilievo: ormai le biografie si sono moltiplicate, anche dopo quella esaustiva di Jean-Yves Tadié, i repertori di immagini, spesso scontate e un po’ leziose, hanno ingombrato i banchi delle librerie e i versatili, brillantissimi compilatori del Dictionnaire amoureux de Marcel Proust, Jean -Paul Enthoven e suo figlio Raphäel, hanno aperto al pubblico più frettoloso una bella rete di scorciatoie per esplorare “per sommi capi” la Recherche e visitarla come i turisti visitano il Louvre, a passo di carica, senza sprecare un attimo di tempo per quel che non è già ampiamente consacrato dall’ammirazione degli altri visitatori e degli estensori di cataloghi.

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Verso del risvolto di copertina, verso della copertina, c. di guardia / pag. dell'occhiello (part.), 1

Spicca dunque, in questo panorama che sembra privilegiare la ripetizione del già noto, o mettere en vedette ritrovamenti tutto sommato non epocali, come quello delle lettere scritte da Proust alla signora del piano di sotto per chiederle di fare un po’ meno rumore, lo studio elegante, stimolante e davvero originale che Eleonora Marangoni ha dedicato ai colori di Proust.

Lo accompagna un apparato iconografico di buona qualità, all’altezza di un’opera la cui precisione meritava di essere illustrata senza approssimazioni né sbavature, con lo stesso rigore che ha guidato l’autrice nella sua traduzione di tutti i brani citati, resi con esemplare, ammirevole sensibilità.

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Verso della carta di guardia, frontespizio (part.), 1

“Nella Recherche -scrive Eleonora Marangoni– il colore non è importante in quanto viene raccontato, è importante perché egli stesso racconta. È un espediente stilistico grazie al quale Proust intreccia legami, definisce idee, svela parentele nascoste. Il colore è un vero e proprio narratore che si sostituisce alla parola.”
Non è un caso che nella Prisonnière Bergotte muoia contemplando “il piccolo lembo di muro giallo” cui Vermeer è riuscito a conferire la perfezione di un’antica pittura cinese: la “luce dorata” di quel giallo illumina lo scrittore sul senso del suo mestiere. Bergotte si accorge di non essere riuscito appieno in quel perseguimento della sfumatura giusta che è lo scopo dei grandi coloristi; e il suo fallimento addita al Narratore quello che sarà il suo compito come scrittore, quello di arrestare lo “scolorire” della realtà, dovuto al Tempo, per fissare per sempre la debordante ricchezza cromatica del presente.

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Pag. 5 (part.), 2

Uno dopo l’altro, i colori della tavolozza di Proust sono presi in esame da Eleonora Marangoni con una pacata, minuziosa attenzione che approda sempre a definizioni convincenti.
L’oro dei capelli dei Guermantes, riecheggiato dai colori biondi del paesaggio fluviale che conduce al loro castello, si rivela un oro menzognero, come la fascinazione di un mondo aristocratico cui soltanto l’ingenuità dei borghesi conferisce pregio e sacralità; ben più prezioso è il giallo del piccolo lembo di muro di Vermeer, “risultato di strati sovrapposti, pazienti, umili”.
Il blu oltremare, di intensità impareggiabile nell’arte di Giotto, è per il Narratore “legato alla capacità, squisitamente infantile, di emozionarsi”; il verde accompagna lo scorrere e il divenire del Tempo; il rosa, colore degli abiti di Odette alla sua prima apparizione e delle guance di Albertine, racchiude tutte le sfumature del fascino femminile e ne dice l’inafferrabilità, l’inconsistenza, la grazia segreta sempre sul punto di svanire; il viola è il colore della seduzione elegante e della moda fin-de-siècle e il rosso brillante esprime il prestigio mondano in tutto il suo crudele splendore, come ci ricordano gli scarpini rossi della duchessa di Guermantes che la preoccupano più dell’improvvisa notizia della malattia mortale del suo miglior amico, Swann.

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Pag. 48 (part.), 2

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Pag. 33 (part.), 2

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Pag. 89 (part.), 1

Attraverso la Recherche Eleonora Marangoni, conoscitrice eccellente anche della cultura pittorica di Proust, ci conduce per itinerari mai ovvii, seguendo il filo dei colori associati di volta in volta a temi e personaggi. Nel suo discorso, infine, sono inframmezzate anche riflessioni che rimandano agli studi di Michel Pastoureau sulla storia dei colori nei secoli e che ci aiutano a guardare con occhi nuovi il bell’ “Atlante dei colori” che chiude il libro; atlante che passa in rassegna, in base ai colori dominanti, un’ampia selezione di opere pittoriche, non tutte citate da Proust ma tutte utili a collocare in un quadro più ampio i suoi riferimenti espliciti.

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Pag. 104, pag. 105 (part.), 1

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. pag. 116, pag. 117 (part.), 1

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Pag. 118, pag. 119 (part.), 1

Il risultato è uno studio davvero prezioso e illuminante, che nel suo linguaggio sempre tecnico, asciutto e sorvegliato risulta alla fine più commovente di tante esaltazioni dell’universalità e dell’immortalità del genio proustiano, considerato una sorta di inesauribile serbatoio di aforismi per tutte le occasioni e per tutti i gusti.

Eleonora Marangoni, Proust. I colori del tempo. Electa 2014

Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni. Electa 2014. Design di Paolo Tassinari e Leonardo Sommoli. Totale taglio superiore (part.), 1

Molte altre fotografie del libro sul set Proust / Marangoni nel Flickr di FN

(chi ha pagato il libro? sia la copia sulla quale Mariolina Bertini ha condotto la Recensione, sia quella che FN ha fotografato sono state inviate ai loro domicili su richiesta da Electa editore che ringraziamo)

Su FN la Rubrica Quello Strano Signor Proust, a cura di Giuseppe Girimonti Greco e Mariolina Bertini

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