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LE VOCI DI BERLINO di Mario Fortunato (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 11 aprile 2014

È in libreria
Le voci di Berlino
di Mario Fortunato

progetto grafico di Polystudio
copertina di Carla Moroni
alla copertina: Mark Weigel e Ute Maria Lerner [ma sul volume si indica “Lener”]
@ 2001 Hilde Wilms
al risolto della quarta di copertina: ritratto fotog. b/n dell’autore
@ Rino Bianchi

cartaceo, brossura con sovracoperta, 185 pag.: 17€
Bompiani, Milano 2014

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Prima di sovracoperta. (part.), 1

Innanzitutto la foto in copertina: loro, Mark Weigel e Ute Maria Lerner, sono due attori tedeschi, che in questa foto citano quella famosa -un po’ diversa, in realtà, e più bella, dei fratelli Erika e Klauss Mann, figli di Thomas, per il loro spettacolo, “Ruhe gibt es nicht, bis zum Schluss“, dove mettono in scena l’epistolario fra i due.

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Prima di sovracoperta. (part.), 2

Al colophon si legge: “Published by arrangement with Marco Vigevani Agenzia Letteraria”; sul sito dell’agenzia si trovano le prime recensioni, tratte da L’Espresso, che vede Fortunato fra i collaboratori, e dal Venerdì di Repubblica.

Paolo Mauri sul Venerdì:

“[…] In quegli anni [durante la Repubblica di Weimar, ndr.], prima del tracollo, due giovani scrittori inglesi, ambedue omosessuali, si trasferiscono a Berlino per vivere e per scrivere. Sono il poeta Wystan Auden e il romanziere Christopher Isherwood […] I caffè per omosessuali erano centotrenta e centosessanta i bordelli per soli uomini. […] per immergersi davvero in quell’atmosfera bisogna leggere Addio a Berlino di Isherwood […]. Mario Fortunato si guarda intorno per cercare le tracce di quel passato: ma troppe cose sono cambiate. […] Ecco allora prendere corpo l’idea di una riconquista delle varie epoche attraverso visi diverse che si intrecciano a quelle di Auden e Isherwood: quelle dei figli di Thomas Mann. […]”

Enrico Arosio su L’Espresso:

“[…] Non è facile determinare se in queste “Voci di Berlino” comandi la città o comandi lo scrittore. L’io narrante se ne va dopo il prologo […] il ricordo di una notte stralunata trascorsa a Berlino est in compagnia di un ragazzo appena conosciuto che lo ospitò dal buio sino all’alba. Subito dopo Fortunato esce di scena. […] Le voci [diverse a ogni capitolo, ndr.] si rincorrono lungo il Novecento un po’ a capriccio. […]”

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Prima di sovracoperta. (part.), 4

Ne ha parlato anche La Stampa (sì, Bompiani è un marchio RCS -Rizzoli Corriere della Sera, del quale la famiglia Agnelli è importante azionista) (non è polemica tanto per fare. Il punto è che in Italia gli intrecci in editoria sono così soffocanti che non parlare degli amici sembra -sembra- impossibile): Mirella Serri:

“[…] a condurci in una suggestiva carrellata, in cui si alternano i ricordi personali dell’autore e la storia di questa straordinaria capitale, è Mario Fortunato ne Le voci di Berlino che ha avuto accesso al diario berlinese di Auden, a tutt’oggi inedito. Le voci che lo scrittore fa riemergere e porta alla luce sono quelle «di dentro», che vengono da cuore della città e narrano le avventure di chi proprio a Berlino ha impresso una svolta alla propria esistenza: dal muratore comunista Marinus van der Lubbe, incriminato per l’incendio del Reichstag e nel 1934 condannato a morte, ai figli di Thomas Mann, Erika e Klaus. Quest’ultimo, trasferitosi da Monaco, è pronto a immolare la propria vita su un altare di cocaina e di eroina, mentre la sorella fa giochi pericolosi: Erika, legata sentimentalmente a Pamela Wedekind, figlia del grande drammaturgo, convola a nozze con l’omosessuale Gustaf, prima comunista e poi nazista, a sua volta innamorato di Klaus. […]”

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Prima di sovracoperta. (part.), 3

Su Vanity Fair ne ha scritto Elena Dallorso:
“[…] Mario Fortunato ne racconta le molte vite [di Berlino, ndr.] […] quando la città era considerata “il luogo più vizioso dai tempi di Sodoma”, che attirò immediatamente lo scrittore Christopher Isherwood (dal suo soggiorno berlinese nacque Cabaret, diventato il famosissimo film di Bob Fosse): 36 teatri, moltissimi cinema, 130 caffè per omosessuali e 170 bordelli per soli uomini, per dare i numeri di tanta vitale perversione. Lo fa cominciando dalla sua prima volta a Berlino, ancora città divisa in due: da una parte le luci dell’occidente, dall’altra la cupezza del settore orientale. E poi affida il racconto ad altre voci, come quelle di Erika e Klaus, i due figli di Thomas Mann, ma anche di Frank, omosessuale creativo in cerca d’aria, o di Gerd Schäfer, famoso attore della DDR e padre di Frank. […]”

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Copertina. (part.), 1

Calabria on-web ha pubblicato una fluviale e molto interessante intervista a Fortunato, dove fra molte altre cose, parla anche de Le voci di Berlino:

“[…] Gli americani e gli inglesi, in particolare, hanno inventato il narrative non-fiction, ovvero il romanzo non romanzesco, una storia raccontata in maniera narrativa ma che non è finzione. Un mio libro appena uscito da Bompiani, “Le voci di Berlino”, è appunto narrative non-fiction, cioè una narrazione della città tedesca dagli anni Venti fino a oggi attraverso una serie di storie vere che io però tratto narrativamente. Io amo la letteratura, fin da ragazzo, è stata una via di salvezza per la mia vita. Ma non amo solo i romanzi […]”

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Risvolto della quarta di sovracoperta. (part.), 2

Federico Caporali ne scrive su In Libera Uscita:

“[…] si tratta di una biografia nascosta sotto le mentite spoglie di un romanzo e racconta (inizialmente) la storia di un ragazzo poco più che ventenne, che, rimasto solo dopo la morte del compagno, decide di cominciare un nuovo inizio nell’unico posto dove la speranza di lenire il dolore è ancora viva. Un luogo pieno di cultura e di emozioni, una città dove camminare per strada ti libera l’anima, una capitale dove il cuore in pezzi ha la possibilità di guarire, una metropoli “che è stata il fulcro di una monarchia imbelle, di una repubblica litigiosa, di due dittature e infine diventata il centro politico dell’Europa: Berlino, con le sue voci, la sua essenza, il suo gelo invernale e i suoi locali”. […] all’inizio del libro troviamo il nostro ragazzo dal cuore spezzato che, subito dopo aver letto il libro Un uomo solo di Christopher Isherwood prende la decisione di partire. […] “Uno dei motivi principali per voler vivere a Berlino era che un giorno un anziano parente mi aveva messo in guardia su questa città, dicendo che era il posto più volgare mai esistito dai tempi di Sodoma. Una città straordinariamente viziosa, anche se civile e rispettabile, dove persino la vita notturna ha una simpatica, domestica giovialità e dove i film sono i migliori d’Europa”. […] “Nel giro di qualche settimana dilapidai i miei risparmi e comprai un biglietto aereo. Atterrai una sera d’ottobre, ragionevolmente sicuro di essere sbarcato su Plutone“. E così ha fatto. Con tutti gli annessi e connessi della situazione. La storia però, poi, prende una doppia strada, da un lato seguiamo le vicende del nostro protagonista con i suoi giri, i suoi incontri e le difficoltà a “gestire” le parti divise della città; dall’altra entriamo in un mondo parallelo formato da tutti gli intellettuali che a inizio secolo campeggiavano in Città spinti dallo stesso ardente desiderio di conoscere, di viziarsi, di ingigantirsi culturalmente e magari di produrre qualcosa che valeva la pena essere pubblicato. […]”

Mario Fortunato. Le voci di Berlino. Bompiani 2014. Progetto grafico: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: M. Weigel e U.M. Lene: @ H. Wilms; ritr. fotg. b/n dell'autore: @R. Bianchi. Risvolto della prima di sovracoperta. (part.), 1

Sul Flickr di FN potete trovare tante altre fotografie de Le voci di Berlino, di Mario Fortunato

(Chi ha pagato il libro? FN, comprato, gli par di ricordare, alla libreria Coop di Torino)

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IO E PROUST, di Michaël Uras. Voland 2014. (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 20 marzo 2014

È in libreria

Io e Proust
di Michaël Uras

traduzione di Giacomo Melloni
a cura di Giuseppe Girimonti Greco
progetto grafico di Alberto Lecaldano

cartaceo: brossura con alette, 159 pag.: 15 €

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Copertina (part.), 1

Normalmente, qui su FN, non si parla dei libri scritti, curati, tradotti, progettati e così via da amici, amiche e parenti. È una regola minimale, ma assicura a chi segue queste pagine che i giudizi e le scelte che vi vengono espressi non sono viziati da obblighi di prossimità affettiva o mondana.

Perciò di questo libro di Michaël Uras non si dovrebbe parlare, perché Giuseppe Girimonti Greco è il curatore, insieme a Mariolina Bertini della sezione Quello strano Signor Proust che qui su FN s’occupa di cose proustiane.
Ma insomma, come si fa? FN c’ha una sezione proustiana e fa finta di nulla se esce un libro che dell’ossessione per Proust fa il suo centro?
Oltretutto Mariolina Bertini, recensendo Proust. I colori del tempo, di Eleonora Marangoni (Electa 2014), ha iniziato proprio citando Io e Proust. Insomma, in certi casi non si può far finta di niente.
Quindi ecco qua la Segnalazione.
Se n’è parlato molto di questo libro, qui se ne dà qualche esempio.

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Quarta di copertina (part.), 3

Ma prima, Bertini:

“In un romanzo recente e spiritoso, Io e Proust (Voland 2014), Michaël Uras immagina che il protagonista, un giovane studioso, riesca a realizzare il sogno di tutti i proustiani: incontrare un vecchissimo signore, dimenticato da tutti, un certo Maurice Nôdier, che ha perfettamente conosciuto l’autore della Recherche, l’ha rifornito per anni di pettegolezzi e detiene certo su di lui preziose informazioni biografiche inedite.
Il corteggiamento del vegliardo, bizzoso e reticente, è un’impresa delicata, ma la posta in gioco sembra così alta che Jacques Bartel –questo il nome del giovane eroe- vi si impegna con tutte le sue forze. La delusione sarà da tale da troncare la sua carriera di ricercatore, inducendolo a distruggere la sua ricca biblioteca proustiana: su Proust, gli rivela Nôdier, non c’è più nulla da scoprire, “tutto ciò che è stato scritto su di lui copre ampiamente ogni meandro della sua biografia (…). Non c’è più la minima zona d’ombra, eccezion fatta, forse, per l’epoca in cui era ancora un feto!”.[…]”

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Verso del risvolto di copertina e di copertina, carta di guardia, risvolto della q. di cop. (part.), 1

Su il Giornale, Daniele Abbiati

“[…] Jacques Bartel non è né Swann, né Charlus, né Odette, né tantomeno il Narratore. È, piuttosto, un Jean Santeuil dei nostri tempi, un tenero abbozzo, uno schizzo preparatorio a ciò che forse verrà… Per scongiurare l’accusa di omosessualità, sempre in agguato nei confronti di chi mostra un’insopprimibile passione per la Recherche, mette insieme un bel gineceo di ragazze. Non è un macho, tutt’altro: gracile fisicamente e caratterialmente, trova un posto all’Accademia proustiana, dove non sopporta i colleghi babbioni; vorrebbe fare uno scoop che dia impulso alla propria acerba carriera di studioso e quando gli si presenta l’occasione da cogliere al volo, cioè raccogliere le memorie dell’ultima persona vivente ad aver conosciuto Proust, un vecchietto di 115 anni ospite di una casa di riposo, non sa metterla a frutto; in grave crisi esistenziale, si aggrappa a Marc, il suo migliore amico che si spupazza la sua fidanzata in carica. In ultimo, s’incarta nel tentativo di scrivere un romanzo dal titolo… Io e Proust. […]”

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Pag. dell'esergo (part.), 1

Andrea Storti ne parla sul suo blog Le mele del silenzio

“[…] Io e Proust è una storia estremamente divertente. Ho riso moltissimo, specialmente nella prima parte, e per un paio di giorni ho continuato a leggere citazioni alla mia dolce metà, che non ne poteva più di sentirmi cianciare!
Si ride molto e si ride di gusto. Anche perché, diciamocelo, tutti noi lettori abbiamo un autore che almeno in parte idolatriamo, e quindi non è poi così difficile riuscire a immedesimarsi con Jacques.

[…]

E’ un libro in cui un lettore accanito può facilmente ritrovarsi, ma è anche un romanzo che ti può far avvicinare a Proust. Se non per curiosità, almeno per sfinimento!
E’ un libro fatto di piccole frasi ironiche che contengono molte realtà.
E’ un libro che mi ha talmente conquistato che ho pure rotto le bolle all’autore su facebook e, dopo averlo stalkerato per un po’, gli ho chiesto di rispondere a qualche mia domanda.
Lui è stato gentilissimo e si è prestato molto volentieri.

[…]

1. Incomincio con una domanda che probabilmente risulta banale: quanto del tuo libro è autobiografico e quanto è finzione?
Non lo so proprio. Io mi appassiono all’opera di Proust come Jacques, ma non sono un ossessivo proustiano.
Sono ovunque in questo libro… e da nessuna parte! E’ la caratteristica del romanzo, creare della menzogna partendo da una verità. E’ per questo che ho deciso di classificare Io e Proust come autofiction.. Ma un’autofiction piena di ironia. […]”

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Copertina, risvolto di cop. (part.), 1

Antonio Russo De Vivo su Il Pickwick

“[…] Jacques Bartel in piena adolescenza aveva due poster sulla parete della stanza: uno raffigurante Proust, l’altro la stella del calcio olandese Johan Cruijff.
Jacques Bartel era indeciso tra chi dei due adorare; nel dubbio li adorava entrambi.
Jacques Bartel fu costretto dalle circostanze a fare una scelta.
Un giorno trovò il poster del calciatore staccato e finito faccia a terra: “il grande campione olandese, non sopportando più quell’eterna competizione, aveva sfidato Marcel. Quest’ultimo era abituato alle schermaglie (avevo letto che si era battuto in duello, il che gli dava ai miei occhi una statura eroica), quindi aveva raccolto la sfida. Alla fine della partita la vittoria di Marcel era incontestabile. Proust 1, Cruijff 0”.
Io e Proust (Voland, 2014) di Michaël Uras è la storia di un amore, quello tra il protagonista, Jacques Bartel, e lo scrittore, un amore che non è finito con la lettura della maestosa e – più per mole che per altro – spaventosa Opera, ma che al contrario si è tramutato in ossessione. […]”

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Quarta di copertina (part.), 1

Raul Bruni ne parla su Europa

“[…] Uras descrive con corrosiva ironia il mondo fatiscente e del tutto scollegato dalla realtà di certi circoli accademici o para-accademici, mettendo a nudo le ridicole ubbie dell’iperspecialismo. Il fanatismo proustiano di Jacques arriva a un livello tale da farlo vivere in una sorta di universo parallelo, dove è difficile distinguere la realtà dall’immaginazione.[…]”.

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Dorso, copertina (part.), 1

Sul set Uras / Proust che trovate sul Flickr di FN, molte altre fotografie del libro.
(chi ha pagato il libro? il libro è stato gentilmente inviato a FN da Voland di loro sponte)

Michaël Uras, Io e Proust. Voland 2014. Progetto grafico: Alberto Lecaldano; font: Voland, di Luciano Perondi; ill. alla cop.: Pedro Scassa. Totale copertina (part.), 1

MARGARET MAZZANTINI in tutto il suo SPLENDORE. Mondadori 2013 (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 22 gennaio 2014

È in libreria

Splendore
di Margaret Mazzantini

art director: Giacomo Callo
progetto grafico: Marcello Dolcini
graphic designer: Susanna Tosatti

cartaceo, rilegato, con sovracoperta, 309 pag.: 20€
ebook: 9,99€

Mondadori -Scrittori Italiani e stranieri, Milano 2013

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 1

“Grave che in anni come questi si lasci mano libera a scritture tanto cariche di evidente volontà di condanna nei confronti dell’amore tra maschi.”
Caterina da Padova, 9/01/2014, FN

Uscito nel Novembre 2013, Splendore di Margaret Mazzantini è in vendita ovunque. Come i cinepanettoni ai quali qui qualche volta s’è alluso riferendosi ai libri che escono nei pressi delle vacanze natalizie, anche Splendore occupa ogni spazio possibile, in una logica editoriale -sempre più netta- che distingue bene i grandi marchi dai medî e piccoli: concentrare tutte le energie su pochi pezzi, che vendano singolarmente moltissimo invece che su tanti, che vendano complessivamente moltissimo. Così come quando è Natale tutte le sale sono occupate dai cinepanettoni e si fatica a vedere altro -sai, c’è quella sala parrocchiale lontana lontana che forse dà un film interessante-, lo stesso succede nelle librerie di catena, negli autogrill, nelle cartolibrerie, nei supermercati, alle Poste e ovunque insomma tutto è asfaltato da questo Splendore.

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 2

Anche Zerlina, sul domenicale del Sole 24ore, il 19/01/2014, ha usato parole di fuoco per il nuovo di libro di Margaret Mazzantini; in rete non si trova, se lo scannerizzo mi sa che il Sole o Zerlina stessa mi picchiano, basti una breve citazione:

“[…] Il vero problema è comunque un altro: la scrittura, il linguaggio cui la Mazzantini ricorre per affrontare tutto questo Spendore. […] i guizzi stilistici urticanti si susseguono con dirompenza […] tentativo di rendere giustizia di un universo al maschile intriso di testosterone che alberga forse soltanto in qualche saga nibelunga, o nella volontà pedissequa di diffondere strazio, agonia e struggimento a caso ogni tot di pagine, rendendo ciascun dettaglio assurdamente lirico e straziante -e in modo tanto posticcio- che ti scappa un po’ da ridere già a pagina 6. […]”

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 3

D’altra parte sul sito Mondadori il banner che pubblicizza tutti i libri di Margaret Mazzantini recita secco: “Parole intense, struggenti, indimenticabili”.
Sempre sul sito, alla pagina dedicata a Splendore si trova la lunghissima, roboante, imbarazzante nota dell’editore.
La riporto integralmente, mettendo qualche corsivo qua e là.

“Avremo mai il coraggio di essere noi stessi? si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura.
Un filo d’acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza.

I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.

La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l’ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s’impenna funambolica, s’immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale.

Un romanzo che cambia forma come cambia forma l’amore. Scortica pregiudizi, ci espone alla vertigine, ci libera. Ha la solitudine, l’audacia, la virulenza malinconica di tutti gli amori non perdonati, che inseguono l’illusione di uno splendore possibile. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore.

Ma la storia di Guido e Costantino è anche un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l’archeologia e la contemporaneità… una Roma ventriloqua, lacustre, gli echi della mitologia greca, e una Londra turbìna di stravaganze. Osa addentrarsi nelle pieghe più scomode dell’amore, che sovrasta gli uomini stessi che lo provano, quello che gli artisti da sempre cercano di catturare perché trova nella propria bellezza la ragione di esistere, al di sopra di ogni giudizio.

Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l’urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno.
Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.”

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto di q. di sovracop. (part.), 2

Stremati dal risvolto ci si rifugia in quarta:

“E davvero accadde. E fu contro natura. | E davvero vorrei sapere che cos’è la natura.”

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di sovracop. (part.), 3

Contro natura sappiamo cosa sono: i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso, secondo la dottrina cattolica. La cosa interessante è che il fluviale, ridicolo, risvolto non dice mai se i guerrieri dalla lancia spezzata (ma davvero hanno scritto così?) scopino.

La quarta nella sua concisione è più rivelatrice. I guerrieri dalla lancia spezzata in qualche modo l’avranno aggiustata e hanno scopato. “Accadde”, non si dice cosa, naturalmente. Il gusto per il pruriginoso che si attribuisce a chi prende in mano questo libro è altissimo.

E → c’è un prima → voglio sapere quale
davvero → presuppone un senso di incredulità → voglio parteciparvi
accadde → sfumatura biblica → ai miracoli si vuole assistere
E → reiterazione, le cose si fanno epiche → sto per svenire
fu → ma cosa? → voglio sapere
contro natura → aaaaaah, ecco → mmmmmmh
| → salto di riga → tutto è così poetico
E → e tre → sono sopraffatto, c’è ancora qualcosa?
davvero → ma tutto qui è incredibile! → voglio sapere TUTTO!
vorrei → debolezza → oh che tenero
sapere → narratore e chi legge accomunati → parla di me!
che cos’è → che cosa? che cosa? → ho già l’ansia
la natura → riferimento al “contro” lì sopra → eh? aaaaah vuol dire che allora → hanno scopato -agiti non si capisce da quale ente sovrumano che ha mosso i loro corpi di guerrieri dalle lance spezzate- → ah! sono due maschi! → sì bleah che schifo → cioè? → aaaah mette in dubbio la natura → hanno goduto come ricci e gli è sembrato naturale → aaaaah è un romanzo ambientato negli anni ’50!

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di sovracop. (part.), 5

Due piccole notazioni prima di vedere come se n’è parlato in rete:
al risvolto della quarta di sovracoperta ci viene detto

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto della q. di sovracop. (part.), 4

“Margaret Mazzantini è nata a Dublino, in Irlanda. […] Vive a Roma con la sua famiglia”
Ma: ci sono altre Dublino nel mondo? Per una nota biografica scritta usando 15 parole s’è ritenuto necessario usarne due per dire che quella Dublino lì, dov’è nata Mazzantini, è in Irlanda? Già.
Ma è vero che fa pendant con la frase finale. Come la prima esalta l’irlandesità dell’autrice -goffamente, ma il risultato è quello-, la seconda ne esalta la percezione di donna italiana, serena nella sua casa mentre nei suoi libri scatena l’inferno. Piacerà, così, anche alle madri di famiglia.

Sempre nel risvolto della quarta di sovracoperta, un’altra cosa interessante:

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto della q. di sovracop. (part.), 5

Per l’illustrazione di sovracoperta Callo / Dolcini / Tosatti hanno scelto una fotografia di Ryan McGinley, di cui naturalmente, come si fa pressochè sempre, hanno usato un particolare; al risvolto della quarta compare, al piede, oltre ai credits, la fotografia intera. Che bella cosa! Ma molto. Bravi.

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Totale recto di sovracop. (part.), 1

Chiara, su Ma Che Davvero, pubblica una sua intervista a Margaret Mazzantini; la conclude così:
“[…] Dopo questa travolgente ora di chiacchierata taglia corto, ci lascia in pochi minuti senza troppe smancerie. Ho il tempo di chiederle una dedica per mia madre: quel libro sarà il suo regalo di Natale (lo apprezzerà moltissimo). | Mi lascia una strana sensazione. Quella di sapere che ci sono tanti tipi di scrittori. Quelli che scrivono ubriachi, quelli che scrivono nel casino di Starbucks, quelli che scrivono libri in otto anni e quelli che ci mettono due mesi. Quelli che fanno ricerche e studiano i propri personaggi nel dettaglio, quelli che non li conoscono mai davvero. Tra questi, ci sono gli scrittori ‘inevitabili’, quelli che dalla scrittura si lasciano possedere e travolgere, come fosse un dèmone da scacciare, come fosse un fuoco che arde troppo forte per essere soffocato. | Tra questi c’è lei. Affabile, limpida, ma con quella lieve corrente sottopelle tipica di chi freme per qualcosa. La scrittura. O forse, in generale, la vita.”

Due fra i molti commenti:
Maria Antonietta: -Margaret Mazzantini e’ straordinaria, noi lettori non potremo mai ringraziarla abbastanza del suo dono di lasciarci scoprire il senso piu’ intimo dell’ umanita’ dove non e’ importante essere uomo o donna ma dove conta l’emozione ed il sentimento che abbiamo paura di svelare e che spesso anestetizziamo. Grazie al fiume travolgente delle sue parole poesie scopriamo la vera umanita’ e sentiamo di amarla e viene voglia di vivere e consumare tutta l’energia della follia che ognuno di noi possiede ma che spesso rinnega per paura di perdersi nell’emozione della vita.

Chiara: -Adoro Margaret Mazzantini. Ho letto tutti i suoi libri e mi ci ritrovo sempre. Quando senti qualcosa dentro a cui non sai dare un nome spesso ti senti “inadatta”, “fuori posto”, come se in te ci fosse qualcosa che non va. Con gli anni sto capendo che non c’è niente di male in questo e che le mie parole altro non sono che espressione di quello che ho dentro e che nessuno conosce. Forse non lo conosco neanche io. Lei è una di quelle scrittrici che, per chi come me ama leggere e raccontare, pur non sapendolo, rappresenta una grande fonte di ispirazione.

Su TuttoLibri, Guido Quaranta sembra ispirarsi stilisticamente al risvolto:
“[…] Una scrittura gravida, dispiega o squaderna Margaret Mazzantini. Un radar che capta le onde medusee, gorgonee, euredicee della condizione umana. Dove la pietas è rammentare, è rammentarsi, che «ogni vita ha il suo viale dove tramontano le lampadine». Che – come predicava zio Zeno – si può in exitu salvarsi (o trovare conforto) copiando «al meglio di te stesso una vita che ti soddisfa», o che, a parlare è un critico d’arte, ti è esteticamente, drammaticamente consona – Guido, lungo il Tamigi, dopo il golgota nel Meridione italiano, non si specchierà in Bacon, nei suoi «volti deformati, imbavagliati, i suoi corpi scomposti e mutilati, i suoi pezzi di carne da macelleria»? | Un’odissea funesta e magica è il cimento di Margaret Mazzantini. Un’acrobazia sul filo della solitudine, via via conoscendone, aspirandone, patendone, mentre la si esorcizza, il richiamo fatale. Non c’è sole che non contempli l’eclisse. A ciascuno la sua privazione, l’anello mancante. […]”

Silvia Sereni lo recensisce su Ho un libro in testa, ma la recensione di Splendore è così corta che non la si può citare. Lo splendore di Margaret Mazzantini in poche parole.

Com’è il libro? eccolo

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 4

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 5

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso, prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta, dorso, prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di sovracop. (part.), 2

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta, dorso e prima di sovracop.; idem di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta, dorso, prima di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso e prima di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto di q. di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto della prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Recto del risv. della p. di sov.cop., carte di guardia (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. dell'occhiello (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Frontespizio (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Frontespizio (part.), 2

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. del colophon (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. del colophon (part.), 2

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. dell'esergo (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Incipit (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di cop., verso della q. di sov.cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Copertina, risvolto della q. di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Copertina, verso di dorso e prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di cop., risv. della p. di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Taglio superiore (part.), 1

(chi ha pagato il libro? Caterina Da Padova, che è stata così gentile da passarlo a FN per che lo si potesse fotografare)

Michael Nedo (a cura di), WITTGENSTEIN, UNA BIOGRAFIA PER IMMAGINI, Carocci 2013 (Segnalazione)

Posted in editoria, segnalazioni by federico novaro on 10 gennaio 2014

È in libreria

Wittgenstein. Una biografia per immagini
(Ludwig Wittgenstein. Ein biographisches Album)

a cura di Michael Nedo
traduzione di Arianna Bernardi e Marco Jacobsson
progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo
progetto grafico della sovracoperta di Falcinelli & Co.

cartaceo, rilegato con sovracoperta; 464 pag. ill. col.; 75€
Carocci editore -Sfere 84, Roma 2013

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Prima di sovracoperta (part.) 1

Carocci, nella collana “Sfere” traduce una biografia di Wittgenstein come non se n’erano ancora viste.
È un volume di grandi dimensioni, rilegato, illustrato e questo ne giustifica il prezzo: 75€, che sono davvero tanti.
Questo pone in effetti un problema di pubblico: a chi si rivolge?

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag. 9 (part.) 1

Si può dire che visivamente appare magnifico.
Il sottotitolo italiano è leggermente fuorviante. Lascia pensare che le immagini siano la componente principale. Questo è vero in un banale confronto con le consuete biografie dove, se apparato iconografico esiste, è spesso accanto al testo, sovente raggruppato in una sezione apposita -molto per questione di costi tipografici.
Qui immagini e testi si intrecciano in una alleanza fra pari.

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag. 318 (part.) 1

Sul sito di Carocci la presentazione è asciutta e semplice:
“Rampollo di una delle famiglie più in vista della Vienna fin-de-siècle, ingegnere aeronautico, volontario nella prima guerra mondiale, maestro di scuola elementare, giardiniere in un monastero, architetto, professore a Cambridge… genio. Quante vite si nascondono dietro lo sguardo leggermente beffardo con cui Ludwig Wittgenstein ci osserva dalla copertina di questo libro? Michael Nedo – che a Wittgenstein ha dedicato la propria esistenza di studioso – ha raccolto foto, lettere, citazioni, taccuini, appunti, memorie di parenti e amici del filosofo austriaco, nel tentativo di rispondere a questa domanda e di rivelare la complessa interazione tra la vita e l’opera, l’ambiente culturale e quello familiare di una delle figure più originali ed enigmatiche del Novecento.”

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag. 15 (part.) 1

Sul il Post trovate un’anticipazione del volume, con molte immagini dal Wittgenstein
“[…] L’editore Carocci ha pubblicato Wittgenstein: una biografia per immagini, un ricco libro illustrato sulla vita del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, curato da Michael Nedo, il direttore del “Wittgenstein Trust” di Cambridge – il principale archivio dei suoi scritti. Il libro è di 461 pagine e contiene una successione di foto d’epoca che hanno riguardato la vita di Wittgenstein, assieme a estese didascalie: ci sono lettere, dattiloscritti, foto di posti, pagine di agenda, appunti, ritratti, cartine.

Ludwig Wittgenstein era nato a Vienna nel 1889. Nella sua vita è stato moltissime cose, fra cui ingegnere aeronautico, volontario durante la prima guerra mondiale, maestro di scuola elementare, giardiniere in un monastero, architetto e professore di filosofia a Cambridge. Pubblicò un unico libro, il Tractatus logico-philosophicus, un complesso saggio filosofico di logica. Morì nel 1951. È considerato uno dei più importanti filosofi del Novecento. […]”

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag. 13 (part.) 2

Giulio Passerini ne ha parlato su Panorama.it

“[…] Dare un volto alle idee, alle impressioni, ai pensieri e ancora molto di più: guardare negli occhi le origini di tutto questo. Nella biografia di Wittgenstein , il più grande filosofo della logica della modernità, compilata da Michael Nedo ededita in Italia da Carocci, il lettore accetta una sfida platonica: entrare nella caverna, guardare le ombre proiettate sul muro del suo sistema filosofico, poi voltarsi e incontrare le persone che le proiettano, quelle al filosofo più care, quelle da cui Wittgenstein -grazie al fuoco del suo intelletto- ha tratto le sue idee.
[…]
È pertanto un vero regalo questo volume che ci conduce alla scoperta del mondo di Wittgenstein seguendo le tracce di una biografia sentimentale per immagini.
[…]
Oltre che al Wittgenstein filosofo, questo volume è inoltre una guida al Wittgenstein mal noto: il bambino nutrito d’arte e di scienza (il padre, capitano d’industria, era un mecenate di gran gusto), il figlio sopravvissuto di una genia suicida (ben due i fratelli che si tolsero la vita), la giovinezza dedicata alla scienza (da piccolo costruì un modellino di macchina per cucire perfettamente funzionante, da grande un motore per aerei), infine la confidenza col tratto visivo che lo portò a esprimersi anche nel design e nell’architettura, con un gusto da logico matematico, s’intende. […]”

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Prima di sovracoperta (part.) 3

Nel 1993, l’anno prima della sua morte, Derek Jarman girò il suo ultimo film (cui seguì Blue, dello stesso anno, film privo di immagini, fatto dalla colonna sonora e dalla voce di Jarman), una biografia di Wittgenstein.

Ecco il libro

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Totale verso di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Dorso e prima di sovracoperta (part.) 2

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Risvolto, quarta di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Risvolto della quarta di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Dorso e prima di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Prima di sovracoperta (part.) 2

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Dorso di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Quarta, dorso, prima di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Quarta di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Prima di coperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Dorso e prima di coperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Carta di guardia, risvolto della quarta di sovracoperta (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Verso di sovracoperta, verso della prima di cop. carta di guardia, tagli inferiore (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Risvolto di pr. di sovracop., carte di guardia, prima pagina (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Carta di guardia, prima pagina (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Verso della prima pagina, pagina dell'occhiello (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Frontespizio (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Frontespizio (part.) 2

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Colophon (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Indice (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag 13 (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag. 425 (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Pag. 438 e 439 (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. Taglio superiore (part.) 1

Michael Nedo (a cura di), Una biografia per immagini. Carocci 2013. Progetto grafico di Shoko Mugikura e Michael Nedo. Falcinelli & co. per l'ed. it. taglio superiore (part.) 2

(Chi ha pagato il libro? Carocci. Per fortuna Carocci ha mandato su richiesta il volume a FN, che l’ha guardato e fotografato e poi spedito a Federico Boccaccini affinché potesse farne la Recensione, se no un povero sito senza pubblicità mai avrebbe potuto segnalarlo)

H. D. / FINE AL TORMENTO. Archinto 2013. (Segnalazione di Camilla Valletti)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 23 ottobre 2013

Fine al tormento. Ricordando Ezra Pound.
Con lettere a H. D. e “Il libro di Hilda” di Ezra Pound

(
End to Torment. A memoir of Ezra Pound by H. D..
With the poems from ” Hilda’s Book’ by Ezra Pound
)
di H. D.
a cura di Massimo Bacigalupo
nuova edizione riveduta e ampliata
(la precedente ©1994 Rosellina Archinto s.r.l., Milano)

[responsabilità grafica non indicata]

cartaceo, brossura con alette; 253 pag. ill.: fotog. b/n; 20€
Archinto -Il colore della vita, Milano 2013

H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Copertina (part.), 1

Testimonianza, diario, memoria, il documento che Archinto presenta in forma originale per le cure puntuali di Massimo Bacigalupo, è anche la storia in filigrana di un ‘amicizia durevole come la vita intera.
Hilda Doolitle e Ezra Pound si incontrarono giovanissimi per legarsi subito in un connubio letterario e sentimentale che li impegnano per tutto il corso della loro produzioni.
Fondarono insieme il movimento “Imaginista”, seguirono l’analisi freudiana ma soprattutto Hilda fu compagna di sventura quando il caso Pound entrò nella cronaca.
In forma diaristica, H.D (così fu battezzata dallo stesso Pound) rivive in flash back momenti privati e desideri rimasti sepolti. Il 15 marzo del 1958 HD scriveva “Gli anni non contavano. Gli piacevano i miei vestiti leggeri, d’estate. Ezra non era coscientemente un’immagine d’amore: ma forse si nascondeva lì. Stava in agguato lì, sotto gli anni. Facendomi sentire giovane e felice”.
HD fu una donna di grande fascino, sedusse uomini e donne, si fece analizzare da Sigmund Freud con grande libertà, condivise passioni, idee e entrò in contatto con un mondo che ancora si stava profilando, la generazione arrabbiata che la seguì.
Fu soprattutto sempre leale con Pound anche quando cadde in disgrazia, giustificando e trovando ragioni per le sue derive politiche.

[Camilla Valletti]

H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Pagina 4 (part.), 2

[Archinto è una strana sigla editoriale. Deriva dalla Rosellina Archinto editore, che Archinto fondò dopo avere inventato e diretto una delle case editrici più straordinarie in Italia nell’ambito delle pubblicazioni per giovani lettrici e lettori. La Emme edizioni fece fare un salto in avanti di decenni e salvò qualche generazione dai libri illustrati che ancora si baloccavano in un gusto tardo ottocentesco. La Emme chiamò a fare libri Munari, Enzo Mari, Leo Lionni, Sonia Delaunay, fra i moltissimi, costruendo un catalogo che resta una pietra miliare per l’editoria italiana. Nel 1985 Archinto si allontana da Emme edizioni (che ora fa parte del gruppo Mondadori) e fonda una sua piccola casa editrice dedidaca agli epistolari. Con una veste grafica quasi modesta, fatta solo di pattern a incorniciare una piccola campitura bianca che ospita i dati del volume, i volumetti di carteggi e epistolari di Archinto erano di una superba raffinatezza. Nel 2003 confluisce nel gruppo RCS, restando, di quell’esperienza precedente, che un lieve ricordo. Sotto il marchio Archinto escono saggi brevi, all’insegna della raffinatezza, intendendo il termine in modo più decorativo che sostanziale. I carteggi e gli epistolari continuano a uscire, e sempre molto ben curati. Putroppo il progetto grafico del nuovo corso è banale, e la carta e la stampa li fanno spesso sembrare fotocopie raccolte e rifilate. Peccato]

(Chi ha pagato il libro? FN in effetti non lo sa. Presume Camilla Valletti. In ogni caso non egli stesso medesimo. Il volume fotografato gli è stato fornito da Valletti)

H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Pag. dell'esergo (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Frontespizio (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Frontespizio (part.), 2IMG_9363H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Colophon (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Pagina 4 (part.), 1IMG_9366H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Pag. dell'esergo (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Pag. 166 (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Incipit (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Dorso, copertina (part.), 2H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Quarta di copertina (part.), 2H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Taglio superiore (part.), 1H. D., Fine al tormento. Archinto / RCS 2013. [responsabilità grafica non indicata]. Quarta di copertina (part.), 1

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