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Virginia Woolf, ROGER FRY / elliot 2012. (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 15 marzo 2013

È in libreria

Roger Fry
(Roger Fry)
di Virginia Woolf

traduzione di Veronica La Peccerella
introduzione di Barbara Lanati
[responsabilità grafiche non indicate]

cartaceo, brossura con risvolti
281 p. ; 19,50 €
elliot -Raggi, Roma
[sul sito però il volume è rubricato nella collana “Antidoti”, bibliograficamente questo non ha importanza, ma lo segnalo]

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Copertina (part.), 1

Da che sono scaduti i diritti, in Italia si pubblica tanto Virginia Woolf. A pizzichi e bocconi, un po’ di qua un po’ di là, ma insomma, Woolf torna in libreria.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Copertina, risvolto di c (part.), 1

Roger Fry era disponibile per il mercato italiano con irrimediabile ritardo solo dal 1998, nella traduzione di Nadia Fusini, all’interno del Meridiano Mondadori, una miscellanea di testi woolfiani titolato Saggi, prose, racconti -giusto 58 anni dopo l’edizione originale, il tempo di due generazioni.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Copertina (part.), 3

elliot a ottobre ha pubblicato finalmente il testo come volume a parte, nella traduzione di Veronica La Peccerella (co-fondarice di Bacteria, service editoriale, da dove si apprende che ha anche pubblicato racconti nelle Principesse Azzurre, 4, 5 e 6, antologie di racconti d’amori lesbici a cura di Vaccarello, ormai scomparsi dal catalogo Mondadori on-line -ma si trovano con facilità su ibs per esempio -misteri delle strategie editorialei, o su ebay) e con introduzione di Barbara Lanati, subito seguito da Mondadori, che a febbraio ha fatto lo stesso, negli Oscar scrittori moderni (cartaceo, 322 p., brossura, 11€, a cura di Nadia Fusini -ma on-line non sono riuscito in nessun modo a capire se la cura si riferisca alla sola traduzione, quella dei Meridiani, o se ci sia anche un commento), (ieri, 20 marzo 2013, un gentile lettore, Paolo Armelli, su twitter mi ha detto che sono a cura di Fusini anche l’Introduzione e le Note a fondo testo. Grazie gentile Armelli).

Così, dopo avere aspettato 58 anni per poterlo leggere in italiano, e quindici per poterlo avere in un volume a sè, ora ne abbiamo due.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Dorso (part.), 1

Di seguito qualche notizia sul testo, ma prima due righe sull’edizione.

elliot, che ha chiuso il rapporto con Maurizio Ceccato, che aveva dato dal 2008 alla casa editrice un’immagine inconfondibile -e molto ceccatiana-, non ha ancora trovato un progetto grafico coerente che ne sia un superamento positivo -d’altra parte nei colophon dei volumi recenti non vi è indicazione della resposabilità grafica. Forse è un momento di passaggio cui presto verrà dato rimedio. Intanto la scelta di non fare dei finti Ceccato è rimarchevole.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Quarta di copertina, dorso, copertina (part.), 1

La soluzione trovata per il Roger Fry è di sostanzialmente riproporre la copertina originale del 1940 per la Hogart Press, la casa editrice dei coniugi Woolf, Leonard e Virginia Stephen. Peccato due cose: perché non dirlo? E perché approrvi delle piccole variazioni così da parere più una imitazione che una riproposizione? La font leggermente più cicciona, l’abolizione del “by”, che creava una sospensione fra titolo e autore, e che qui si risolve in un possibile equivoco: chi è l’autore? qual è il titolo? (la gerarchia abituale nell’editoria contemporanea stabilisce il posto in alto per l’autore, in basso per il titolo. Bastava tradurre il “by” in un “di”). Peccato, un’operazione che poteva essere colta, si traduce in un’operazione goffa.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Dorso, copertina (part.), 1

Premessa al testo un’introduzione di Barbara Lanati, fornita a sua volta di apparati, un indice dei nomi citati, e una bibliografia; in coda al testo le Note, e L’Indice dei nomi, apparati che dovrebbero essere di routine e che sono ormai un mero desiderio nella maggior parte delle edizioni italiane. Evviva!

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Pag. 5 (part.), 1

Infine qualche parola sulle tavole fuori testo. Intanto: evviva! ci sono delle tavole fuori testo, che in una biografia di un pittore sono molto belle e utili, peccato un ritratto di Virginia Woolf completamente pixellato. È come un mega refuso 🙂 Naturalmente capita, però, accidenti, non dovrebbe proprio.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Pag. 44 e tavola fuori testo [5] (part.), 1

Su Rai.it, Federico Sabatini (esimio collaboratore di FN) in video parla del Roger Fry

“[…] A Roger Fry, artista, membro del gruppo di Bloomsbury e critico d’arte di grande valore (fu lui a organizzare la mostra londinese Manet e i post impressionisti del 1910 che segnò una svolta per l’arte moderna), Virginia Woolf fu legata da una profonda amicizia. Nella biografia a lui dedicata, la scrittrice riversò molto di sé, fino ad arrivare a un vero e proprio transfert artistico. Federico Sabatini ci illustra la Woolf biografa “trasgressiva” (oltre che in Roger Fry, in Orlando e Flush), capace di rivoluzionare il genere dall’interno. Per la Woolf, molto critica verso le biografie tradizionali, quest’arte deve essere “granito e arcobaleno”, deve unire in sé reale e immaginario, la solidità dei fatti e la leggerezza del sogno. […]”

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Quarta di copertina (part.), 2

In occasione della mostra che il Mart dedicò a Bloosmbury -chiusa a metà gennaio 2013- sul Giornale di Vicenza, Paola Azzolini parla del Fry:
“[…] Nella biografia woolfiana Roger Fry è disegnato con minuzia e affettuosi chiaroscuri: soprattutto il progressivo allontanamento dagli ideali etici e perbenisti, decisamente conservatori, della famiglia d’origine quacchera e la scoperta della propria libertà e originalità intellettuale attraverso l’osservazione della pittura dei grandi classici e poi seguendo la vocazione a dipingere. Ma Fry non fu mai pittore di successo e questo rimase uno dei suoi crucci in una vita per altro segnata dalla notorietà più ampia, tra Inghilterra e Europa. La sua fama fu affidata alle sue esperienze come critico d’arte, sempre legate all’attività giornalistica e di critico militante.
[…]
la sua idea socialmente più originale, gli Omega Workshop. […] Il laboratorio, al numero 33 di Fitzroy Square, sempre nel quartiere di Bloomsbury, avrebbe dovuto essere un espediente per aiutare gli artisti a raggiungere l’indipendenza economica in un momento in cui era difficile reperire possibili finanziatori (siamo nel 1913). Nelle stanze disadorne si lavora dall’alba al tramonto, in un clima di grande solidarietà, anche se le difficoltà di reperire i materiali, organizzare il lavoro eccetera non mancano. Fry si spende con un entusiasmo contagioso, fa di tutto, persino l’uomo di fatica. Lo scopo sembra sempre più vicino alla realizzazione, anche se si tratta di un’utopia elitaria, ma contagiosa. L’oggetto quotidiano viene rivisitato attraverso una nuova prospettiva con l’intenzione di riscattare le cose più semplici, un tappeto, una sedia, un vaso, dalla serialità industriale, attraverso l’impegno creativo del gruppo e il procedimento artigianale.
[…]
Gli Omega si estinguono nel 1919, dopo l’esperienza tragica della Grande guerra. Ma Vanessa Bell, figura centrale con Duncan Grant dei laboratori, continua la sua attività nella sua casa a Charleston. Accanto a lei il compagno della sua vita, Duncan Grant. Insieme raccolgono i mobili, rigorosamente usati, non sempre di buon gusto, li dipingono con colori forti e stridenti, grigio, lilla, giallo limone, verde mela; li accostano con criteri nient’affatto armoniosi. Dipingono i muri intorno ai quadri, le porte, i davanzali, come se ogni limite, muri compresi, dovesse inesorabilmente essere superato. D’altra parte in quella casa era valido un’unico limite, quello di tutti i membri della grande famiglia chiusi nel loro magico cerchio, simboleggiato dal tavolo rotondo della sala da pranzo, dove stavano tutti egualmente distanti dal centro. Ma anche lontanissimi da tutti e tutto quanto stava fuori dalla porta, nel mondo. Virginia sentenziava, con una punta di malizia: «Come famiglia credo diffidiamo di chiunque non faccia parte del nostro gruppo. Siamo troppo categorici quando decidiamo che questo o quell’altro non ha le virtù necessarie».

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Quarta di copertina (part.), 1

Su Kunst, Mario Cobuzzi compila un lungo e appassionato post sulla fortuna e sfortuna editoriale di Roger Fry in Italia. Il post si conclude con un breve passaggio sulla biografia di Woolf, con un appunto sulle note, che tracopio perché può essere utile: “[…] 1) Fry Cézanne lo conosce nel 1905 o nel 1906 (nell’introduzione Barbara Lanati vengono offerte due date a distanza di una pagina!)?
2) E soprattutto è abbastanza ridicolo l’errore della nota 44: quando Fry parla di un Morelli, è ovvio che si riferisce a Giovanni Morelli, il grande conoscitore (al cui metodo dedicò alcune riflessioni molto acute) e non a Domenico Morelli, il pittore italiano … […]”.

Su Lunario Nuovo, Maura Del Serra in un articolo su Woolf, dedica al Fry solo un aggettivo “rigida biografia”, ma l’articolo, trascrizione di una conferenza per il Cassero bolognese, è lunga, appassionata e divertente.

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Copertina (part.), 2

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Pag. 44 e tavola fuori testo [1] (part.), 1Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell.  Tavole fuori testo [2 e 3] (part.), 1Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Tavole fuori testo [4 e 5] (part.), 1Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Tavola fuori testo [8 e 9] (part.), 1Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Tavole fuori testo [14 e 15] (part.), 1

Virginia Woolf, Roger Fry. elliot 2012. [responsabilità grafica non indicata]; alla copertina: Ritratto di Roger Fry, di Vanessa Bell. Taglio superiore (part.), 1

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Joseph Hansen, ATTO DI MORTE / elliot 2012. (segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 7 settembre 2012

È in libreria

Atto di morte
(Death Clains)
di Joseph Hansen

traduzione di Manuela Francescon
cover design & illustration: IFIX

190 p. ; cartaceo, 15€
elliot edizioni -Raggi gialli, Castel Gandolfo (RM), 2012

Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Copertina (part.), 1

Secondo, della serie in dodici volumi “The Dave Brandstetter Mysteries”, dopo Scomparso, pubblicato, sempre da elliot, all’inizio del 2012.

Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Risvolto della quarta di copertina (part.), 2

Emanuela d’Alessio lo ha recensito in Via dei serpenti:

“[…]

Sono molteplici gli attori chiamati in causa da Hansen in questo Atto di morte, il secondo dei dodici romanzi dedicati a Dave Brandstetter. Un figlio devoto, Peter Oats, con la passione per il teatro, scomparso dopo l’incidente e beneficiario dell’assicurazione sulla vita stipulata dal padre; una ex moglie meno devota, Eve, irrigidita dal rancore e dall’alcool, «le rughe la segnavano come una finestra di una casa di campagna una mattina d’inverno»; un socio in affari, Charles Norwood, dal sorriso dolente e la voce profonda sebbene avesse «un che di zitellesco»; una celebrità della televisione, l’attore Wade Choran, bello e statuario, «probabilmente c’erano al mondo uomini più attraenti, Dave non li aveva visti», e altri ancora, fugaci comparse ma tutti legati da un sottile intreccio che li colloca a turno sul banco dei colpevoli, dei complici e degli innocenti.

[…]

Nota sull’autore
Nato nel 1923 inSouth Dakota, è stato un poeta e scrittore, conosciuto soprattutto grazie alla serie dedicata all’investigatore privato Dave Brandstetter. Nel 1970, anno di pubblicazione del romanzo Scomparso, Joseph Hansen partecipò alla realizzazione del primo Gay Pride a Hollywood. Insieme a Tennessee Williams e Christopher Isherwood, fu uno dei pochi scrittori omosessuali a essere pubblicato negli Stati Uniti in quegli anni. Nel 1992 vinse il Premio alla carriera dell’associazione Private Eye Writers of America e il Lambda Literary Award for Gay Men’s Mystery della Lambda Literary Foundation. Hansen è morto nel 2004 per un attacco di cuore nella sua casa a Laguna Beach, California. […]”

Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Risvolto di copertina (part.), 2

Su dieci righe dai libri sono disponibili in pdf i primi cinque capitoli

“Un nome appropriato, Arena Blanca. La sabbia che cingeva la piccola baia era di un biancore che feriva gli occhi. La spiaggia era delimitata da uno sparuto gruppo di strette case di legno, dai cornicioni alti e il tetto piatto. Sebbene ridipinte di fresco – giallo, blu, lavanda – erano squallide sotto il sole dell’inverno. Sopra i tetti i gabbiani fendevano un cielo che non era più allegro di un pezzo di denim nuovo. […]”

Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Quarta di copertina (part.), 2

Marilina Piccone ne parla in Stradanove:

“[…] Se già si è letto il primo, Scomparso,[…] è impossibile aver dimenticato Dave Brandstetter, il gentile investigatore omosessuale il cui padre – ironia della sorte famigliare – si è sposato nove volte. Anche in Atto di morte Joseph Hansen intreccia con discrezione ed equilibrio le vicende di due uomini molto diversi- l’investigatore gay e il bibliofilo che alla fin fine è stato assassinato e tocca a Dave scoprire da chi e perché.

[…]”

I libri “d’epoca”, come possono essere quelli di Joseph Hansen, hanno un fascino particolare: ci portano indietro nel tempo, ci fanno rivivere emozioni, sentimenti, problemi che credevamo avere dimenticato, rallentano il passo delle nostre vite seguendo delle indagini meno concitate, meno supportate dalla tecnologia imprescindibile nella letteratura di genere dei nostri giorni. […]”

Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Copertina (part.), 2 Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Copertina (part.), 3 Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Copertina (part.), 4

(chi ha pagato il libro? FN dice: -non me lo ricordo. Ricordo di averne comprato su amazon una copia affinché la recapitassero a Federico Boccaccini perché lo potesse recensire, ma non ricordo se la copia che ho fotografato l’abbia comprata io, e dove, o se invece me l’abbia mandata in gentile omaggio la casa editrice elliot. Che dire -aggiunge- invecchio-)

Joseph Hansen, Atto di morte, Elliot 2012. cover design e illustration: IFIX. Quarta di copertina (part.), 1

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