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ANOBII, un orecchio per MONDADORI (da L’Indice dei Libri, Aprile 2014)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 23 aprile 2014

Dal “piacerà?” al “cosa piace?”

A, 2, 11.09.09

Tutti al Bar Sport, il gestore terrà le orecchie bene aperte –come mai quelle orecchie così grandi? È per servirti meglio.

Ci s’era un po’ dimenticati di Anobii. Come tutte le cose in rete che diventano desuete velocissime salvo grandi manutenzioni, anche Anobii s’era messo a funzionare male e qualcun altro, ratto, l’aveva sostituito, Goodreads. Ora la grande notizia è che a metà marzo Mondadori ha comprato Anobii.
Funzionava così male che così, d’amblè, sui social è prevalso il dire beh c’hanno i soldi magari ora funzionerà, invece di alzare lai alla perduta purezza.
Sul giudicare se Mondadori ha fatto bene o male molto dipende dal prezzo (al momento in cui qui si scrive, non rivelato). Che prende in mano una macchina arruginita, fuori tempo massimo s’è detto. Magari invece l’interessante era proprio quello.
Anni fa quando Anobii esplose Mondadori non era certo pronta a comprarsela, non avrebbe saputo cosa farsene, ora sì.

Riassumiamo un momento cosa Mondadori ha comprato: Anobii, semplificando, è fatto da una rete di biblioteche private messe in connessione fra loro, biblioteche e proprietari di quelle biblioteche. La base è il codice isbn –quindi funziona solo, o se no molto difficoltosamente- per i libri a cominciare dagli anni ’70, ma questa è una limitazione non ostativa: Anobii non è per bibliofili ma per lettori, definizione che in questi anni ha modificato il proprio campo semantico allargandosi a un senso di appartenenza a un gruppo, noi lettori.

Si comincia costruendo la propria biblioteca, caricando libro dopo libro esaltandone, molto più che in quella di casa -svelata a occhi di pochi intimi- la funzione autorappresentativa. Io sono un lettore e sono quello che ha letto questi libri. Si compone un racconto di sé attraverso i libri che vengono caricati. Da lì partono i collegamenti. Si riconoscono gli amici, sappiamo chi ha i libri che abbiamo noi, si stringono legami –sempre basati sull’affinità e la somiglianza, com’è d’ogni social- si scambiano informazioni. Ai libri si possono legare dei commenti, dei testi, delle testimonianze; si vedono quelle degli altri, si può discutere, pubblicamente, privatamente o in gruppi ristretti. Tutto viene messo a disposizione dei partecipanti.

È gratis, nel nuovo modo di intendere questa parola: cioè non vi è scambio di denaro, la moneta che si usa è il proprio tempo e i propri dati: poiché la proprietà è privata e non ha tra i suoi fini la condivisione delle conoscenze per il bene comune, ciò che divulghiamo è ceduto a Anobii, che può disporne liberamente; se per esempio avesse chiuso, tutto sarebbe andato perso.
Perciò cosa ha comprato Mondadori? Due cose: un focolare attorno al quale le persone, noi lettori, si parlano, e tutto quello che si dicono.
Qui ci interessa perché è un segno, seppur tardivo netto, di cosa siano e saranno le grandi case editrici.

Che non siano più imprese che pubblicano libri ma produttrici di contenuti è ormai chiaro anche a loro stesse. Ma quali contenuti produrre, avendo abdicato alla propria funzione propositiva, anticipatrice, orientativa? Nessun produttore si fida più di un signore che dice io proporrei questo, secondo me piacerà. Ci si fida se è in grado di dire: sta piacendo questo, forniamoglielo.

Un movimento simile è accaduto nella moda. Armani nel secolo scorso proponeva al mercato un prodotto che il mercato non conosceva. L’azzardo era riconosciuto come componente della grandezza. Ora Armani come tutti ha spie occhiute che dicono: uh! piace questo: diamoglielo. La sfida è giusto cercar di far meglio e con un margine di guadagno superiore. Alla cieca nessuno fa più niente e cioè a dire: delle visioni non si fida più nessuno e cioè a dire: chi compra si fida solo di se stesso o di ciò che gli sembra tale. Salvo, significativamente, in campo tecnologico.

Ecco, Mondadori ha comprato un orecchio. Nella comunicazione che Mondadori ha fatto riguardo l’acquisizione, oltre a rassicurare i noi lettori che non l’avrebbe trasformato in uno spaccio e che concorderà ogni cambiamento con gli utenti (risate), ha detto “deve diventare […] una sorta di ‘bar sport’ del libro, in cui discutere di romanzi e letteratura, anche in modo creativo”.

Insomma ha comprato gli utenti e le loro chiacchiere sui libri, da quelle chiacchiere capirà cosa fornire loro affinché ne chiacchierino. La funzione della critica, in tutto questo? Nessuna. La critica non ha più alcuna funzione, poiché nessuno gliela riconosce.

A, 2, 11.09.09

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata e corredata di fotografie, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 4 – XXXI, Aprile 2014.

L'indice dei Libri, logo. (part.)

A, 2, 11.09.09

L’Indice dei Libri è on-line

A, 2, 11.09.09

Tutte le notizie uscite nella rubrica Appunti su L’Indice dei Libri oltre a tante altre le trovate nella sezione Editoria > Notizie, su FN

 

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GIACOMO CALLO, NADIA MORELLI e i colori di Fabio Volo

Posted in cartoline, editoria by federico novaro on 19 marzo 2014

Fabio Volo / Mondadori

Non ho idea
del perché
le persone leggano
Fabio Volo,
non l’ho letto mai
dunque nulla posso dire,
l’ho però visto e sentito
e lì s’è fermata ogni
-se mai ci fosse stata-
ipotesi di lettura.
Ma:
che bravi sono stati
Giacomo Callo come art director
-è l’art director di tutta la Mondadori
un compito immenso
pazzesco
e
davvero ammirevole-,
Nadia Morelli invece come autrice del
progetto grafico.
Li avrete senz’altro visti,
è impossibile non vederli.
Già questo basterebbe.
Perché se devi fare un progetto grafico
per un’edizione nello stesso momento
di una paccata di Fabi Voli,
l’unica preoccupazione che hai
è che si vedano.
Callo e Morelli sono riusciti a farlo
con classe, eleganza e intelligenza.
Al di là delle font scelte
o della composizione
ecc. ecc.,
il gesto di colorare
i tagli
-lo fa anche ISBN da tempo,
riprendendo un’abitudine delle
edizioni povere
degli anni ’50 e ’60-
in accordo col colore della copertina
e diverso titolo per titolo
li spoglia di ogni paludamento libresco
per consegnarli al loro
mondo nuovo di oggetti.
Si potrebbero comprare da Tiger.
Poi naturalmente si sollecita il collezionismo,
che ai fans di un autore
è sempre un tasto sensibile.
Insomma: vi viene in mente un
progetto grafico
con queste finalità
più efficace
di questo e che nel contempo
sia così intelligente?

Un saluto da
una libreria.
A presto, FN

MARGARET MAZZANTINI in tutto il suo SPLENDORE. Mondadori 2013 (Segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 22 gennaio 2014

È in libreria

Splendore
di Margaret Mazzantini

art director: Giacomo Callo
progetto grafico: Marcello Dolcini
graphic designer: Susanna Tosatti

cartaceo, rilegato, con sovracoperta, 309 pag.: 20€
ebook: 9,99€

Mondadori -Scrittori Italiani e stranieri, Milano 2013

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 1

“Grave che in anni come questi si lasci mano libera a scritture tanto cariche di evidente volontà di condanna nei confronti dell’amore tra maschi.”
Caterina da Padova, 9/01/2014, FN

Uscito nel Novembre 2013, Splendore di Margaret Mazzantini è in vendita ovunque. Come i cinepanettoni ai quali qui qualche volta s’è alluso riferendosi ai libri che escono nei pressi delle vacanze natalizie, anche Splendore occupa ogni spazio possibile, in una logica editoriale -sempre più netta- che distingue bene i grandi marchi dai medî e piccoli: concentrare tutte le energie su pochi pezzi, che vendano singolarmente moltissimo invece che su tanti, che vendano complessivamente moltissimo. Così come quando è Natale tutte le sale sono occupate dai cinepanettoni e si fatica a vedere altro -sai, c’è quella sala parrocchiale lontana lontana che forse dà un film interessante-, lo stesso succede nelle librerie di catena, negli autogrill, nelle cartolibrerie, nei supermercati, alle Poste e ovunque insomma tutto è asfaltato da questo Splendore.

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 2

Anche Zerlina, sul domenicale del Sole 24ore, il 19/01/2014, ha usato parole di fuoco per il nuovo di libro di Margaret Mazzantini; in rete non si trova, se lo scannerizzo mi sa che il Sole o Zerlina stessa mi picchiano, basti una breve citazione:

“[…] Il vero problema è comunque un altro: la scrittura, il linguaggio cui la Mazzantini ricorre per affrontare tutto questo Spendore. […] i guizzi stilistici urticanti si susseguono con dirompenza […] tentativo di rendere giustizia di un universo al maschile intriso di testosterone che alberga forse soltanto in qualche saga nibelunga, o nella volontà pedissequa di diffondere strazio, agonia e struggimento a caso ogni tot di pagine, rendendo ciascun dettaglio assurdamente lirico e straziante -e in modo tanto posticcio- che ti scappa un po’ da ridere già a pagina 6. […]”

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 3

D’altra parte sul sito Mondadori il banner che pubblicizza tutti i libri di Margaret Mazzantini recita secco: “Parole intense, struggenti, indimenticabili”.
Sempre sul sito, alla pagina dedicata a Splendore si trova la lunghissima, roboante, imbarazzante nota dell’editore.
La riporto integralmente, mettendo qualche corsivo qua e là.

“Avremo mai il coraggio di essere noi stessi? si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura.
Un filo d’acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza.

I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.

La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l’ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s’impenna funambolica, s’immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale.

Un romanzo che cambia forma come cambia forma l’amore. Scortica pregiudizi, ci espone alla vertigine, ci libera. Ha la solitudine, l’audacia, la virulenza malinconica di tutti gli amori non perdonati, che inseguono l’illusione di uno splendore possibile. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore.

Ma la storia di Guido e Costantino è anche un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l’archeologia e la contemporaneità… una Roma ventriloqua, lacustre, gli echi della mitologia greca, e una Londra turbìna di stravaganze. Osa addentrarsi nelle pieghe più scomode dell’amore, che sovrasta gli uomini stessi che lo provano, quello che gli artisti da sempre cercano di catturare perché trova nella propria bellezza la ragione di esistere, al di sopra di ogni giudizio.

Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l’urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno.
Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.”

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto di q. di sovracop. (part.), 2

Stremati dal risvolto ci si rifugia in quarta:

“E davvero accadde. E fu contro natura. | E davvero vorrei sapere che cos’è la natura.”

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di sovracop. (part.), 3

Contro natura sappiamo cosa sono: i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso, secondo la dottrina cattolica. La cosa interessante è che il fluviale, ridicolo, risvolto non dice mai se i guerrieri dalla lancia spezzata (ma davvero hanno scritto così?) scopino.

La quarta nella sua concisione è più rivelatrice. I guerrieri dalla lancia spezzata in qualche modo l’avranno aggiustata e hanno scopato. “Accadde”, non si dice cosa, naturalmente. Il gusto per il pruriginoso che si attribuisce a chi prende in mano questo libro è altissimo.

E → c’è un prima → voglio sapere quale
davvero → presuppone un senso di incredulità → voglio parteciparvi
accadde → sfumatura biblica → ai miracoli si vuole assistere
E → reiterazione, le cose si fanno epiche → sto per svenire
fu → ma cosa? → voglio sapere
contro natura → aaaaaah, ecco → mmmmmmh
| → salto di riga → tutto è così poetico
E → e tre → sono sopraffatto, c’è ancora qualcosa?
davvero → ma tutto qui è incredibile! → voglio sapere TUTTO!
vorrei → debolezza → oh che tenero
sapere → narratore e chi legge accomunati → parla di me!
che cos’è → che cosa? che cosa? → ho già l’ansia
la natura → riferimento al “contro” lì sopra → eh? aaaaah vuol dire che allora → hanno scopato -agiti non si capisce da quale ente sovrumano che ha mosso i loro corpi di guerrieri dalle lance spezzate- → ah! sono due maschi! → sì bleah che schifo → cioè? → aaaah mette in dubbio la natura → hanno goduto come ricci e gli è sembrato naturale → aaaaah è un romanzo ambientato negli anni ’50!

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di sovracop. (part.), 5

Due piccole notazioni prima di vedere come se n’è parlato in rete:
al risvolto della quarta di sovracoperta ci viene detto

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto della q. di sovracop. (part.), 4

“Margaret Mazzantini è nata a Dublino, in Irlanda. […] Vive a Roma con la sua famiglia”
Ma: ci sono altre Dublino nel mondo? Per una nota biografica scritta usando 15 parole s’è ritenuto necessario usarne due per dire che quella Dublino lì, dov’è nata Mazzantini, è in Irlanda? Già.
Ma è vero che fa pendant con la frase finale. Come la prima esalta l’irlandesità dell’autrice -goffamente, ma il risultato è quello-, la seconda ne esalta la percezione di donna italiana, serena nella sua casa mentre nei suoi libri scatena l’inferno. Piacerà, così, anche alle madri di famiglia.

Sempre nel risvolto della quarta di sovracoperta, un’altra cosa interessante:

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto della q. di sovracop. (part.), 5

Per l’illustrazione di sovracoperta Callo / Dolcini / Tosatti hanno scelto una fotografia di Ryan McGinley, di cui naturalmente, come si fa pressochè sempre, hanno usato un particolare; al risvolto della quarta compare, al piede, oltre ai credits, la fotografia intera. Che bella cosa! Ma molto. Bravi.

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Totale recto di sovracop. (part.), 1

Chiara, su Ma Che Davvero, pubblica una sua intervista a Margaret Mazzantini; la conclude così:
“[…] Dopo questa travolgente ora di chiacchierata taglia corto, ci lascia in pochi minuti senza troppe smancerie. Ho il tempo di chiederle una dedica per mia madre: quel libro sarà il suo regalo di Natale (lo apprezzerà moltissimo). | Mi lascia una strana sensazione. Quella di sapere che ci sono tanti tipi di scrittori. Quelli che scrivono ubriachi, quelli che scrivono nel casino di Starbucks, quelli che scrivono libri in otto anni e quelli che ci mettono due mesi. Quelli che fanno ricerche e studiano i propri personaggi nel dettaglio, quelli che non li conoscono mai davvero. Tra questi, ci sono gli scrittori ‘inevitabili’, quelli che dalla scrittura si lasciano possedere e travolgere, come fosse un dèmone da scacciare, come fosse un fuoco che arde troppo forte per essere soffocato. | Tra questi c’è lei. Affabile, limpida, ma con quella lieve corrente sottopelle tipica di chi freme per qualcosa. La scrittura. O forse, in generale, la vita.”

Due fra i molti commenti:
Maria Antonietta: -Margaret Mazzantini e’ straordinaria, noi lettori non potremo mai ringraziarla abbastanza del suo dono di lasciarci scoprire il senso piu’ intimo dell’ umanita’ dove non e’ importante essere uomo o donna ma dove conta l’emozione ed il sentimento che abbiamo paura di svelare e che spesso anestetizziamo. Grazie al fiume travolgente delle sue parole poesie scopriamo la vera umanita’ e sentiamo di amarla e viene voglia di vivere e consumare tutta l’energia della follia che ognuno di noi possiede ma che spesso rinnega per paura di perdersi nell’emozione della vita.

Chiara: -Adoro Margaret Mazzantini. Ho letto tutti i suoi libri e mi ci ritrovo sempre. Quando senti qualcosa dentro a cui non sai dare un nome spesso ti senti “inadatta”, “fuori posto”, come se in te ci fosse qualcosa che non va. Con gli anni sto capendo che non c’è niente di male in questo e che le mie parole altro non sono che espressione di quello che ho dentro e che nessuno conosce. Forse non lo conosco neanche io. Lei è una di quelle scrittrici che, per chi come me ama leggere e raccontare, pur non sapendolo, rappresenta una grande fonte di ispirazione.

Su TuttoLibri, Guido Quaranta sembra ispirarsi stilisticamente al risvolto:
“[…] Una scrittura gravida, dispiega o squaderna Margaret Mazzantini. Un radar che capta le onde medusee, gorgonee, euredicee della condizione umana. Dove la pietas è rammentare, è rammentarsi, che «ogni vita ha il suo viale dove tramontano le lampadine». Che – come predicava zio Zeno – si può in exitu salvarsi (o trovare conforto) copiando «al meglio di te stesso una vita che ti soddisfa», o che, a parlare è un critico d’arte, ti è esteticamente, drammaticamente consona – Guido, lungo il Tamigi, dopo il golgota nel Meridione italiano, non si specchierà in Bacon, nei suoi «volti deformati, imbavagliati, i suoi corpi scomposti e mutilati, i suoi pezzi di carne da macelleria»? | Un’odissea funesta e magica è il cimento di Margaret Mazzantini. Un’acrobazia sul filo della solitudine, via via conoscendone, aspirandone, patendone, mentre la si esorcizza, il richiamo fatale. Non c’è sole che non contempli l’eclisse. A ciascuno la sua privazione, l’anello mancante. […]”

Silvia Sereni lo recensisce su Ho un libro in testa, ma la recensione di Splendore è così corta che non la si può citare. Lo splendore di Margaret Mazzantini in poche parole.

Com’è il libro? eccolo

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 4

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Prima di sovracop. (part.), 5

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso, prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta, dorso, prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di sovracop. (part.), 2

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta, dorso e prima di sovracop.; idem di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta, dorso, prima di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso e prima di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Dorso di cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto di q. di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Risvolto della prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Recto del risv. della p. di sov.cop., carte di guardia (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. dell'occhiello (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Frontespizio (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Frontespizio (part.), 2

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. del colophon (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. del colophon (part.), 2

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Pag. dell'esergo (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Incipit (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di cop., verso della q. di sov.cop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Copertina, risvolto della q. di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Copertina, verso di dorso e prima di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Quarta di cop., risv. della p. di sovracop. (part.), 1

Margaret Mazzantini, Splendore. Mondadori 2013. Art Director: Giacomo Callo; Progetto Grafico: Marcello Dolcini; Graphic Designer: Susanna Tosatti; alla sovracop: ©R. McGinley. Taglio superiore (part.), 1

(chi ha pagato il libro? Caterina Da Padova, che è stata così gentile da passarlo a FN per che lo si potesse fotografare)

Gli ORIGAMI di GALLUCCI (Saluti da PLPL, 4)

Posted in cartoline, editoria by federico novaro on 20 gennaio 2014

IMG_0438

Confesso di saper poco di
Gallucci editore.
So che fanno libri per bambini e per bambine
più o meno piccoli e più o meno piccole.
Pubblicano anche libri per adulti
(no, non nel senso che si intendeva una volta);
per esempio io m’ero comprato
Il vulcano di Klaus Mann che avevano pubblicato nel 2012;
certo, dicevano “prima edizione”;
e poi a casa
mi son visto mentre lo mettevo in libreria al suo posto
e il suo posto era occupato da Il vulcano, di Klaus Mann
-pubblicato da Garzanti nel 1991; ah, sì, certo, nella stessa traduzione;
aaaaargh!
-io inizio a chiedermi se questo comportamento
non possa rubricarsi come truffa-
perché diamine almeno stai zitto non scrivere niente;
insomma, c’ho una certa età, che mi ricordo se
Il vulcano ce l’ho o meno?
Se vedo scritto “prima edizione” che mi devo credere?
Non so voi, io mi credo che è una prima edizione.
Forse prima dei colophon bisognerebbe premettere:
“le informazioni qui sotto riportate
sono a unico scopo di suggestione e non
rappresentano informazione sul prodotto”,
come si scrive sui pacchi dei surgelati.
Che poi mica sei un editore cattivo Gallucci.
Anzi. Anche se delle cose a me non piacciono
Gallucci è un editore che guardo sempre con rispetto
anche se non capisco benissimo
non è che dico
uf.
Però, dài.
Va beh.
Uffa adesso non c’è più posto
in ‘sta cartolina.
Giusto per dire che
Gallucci
ha aperto una collana
per adulti
intitolata “Alta definizione”,
dove mettono “Giovani e talenti e maestri”
(per esempio hanno pubblicato un inedito di Joyce).
La cosa bizzarra,
simile a una collana natalizia
di Calvino per Mondadori,
ma più elaborata, è la sovracoperta.
Qui la sovracoperta, che riporta in prima l’incipit,
è piegata come origami intorno al volume lasciando occhieggiar
un angolo, quello
in basso a destra,
della copertina.
Colori diversi, disegnini, titoli qua e là. Mah

Un saluto
dalla Fiera

A presto, FN

CALVINO, MONDADORI e la sovracoperta corta (da L’Indice dei Libri 10 / 2013)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 22 ottobre 2013

M

Non sono più tempi, sappiamo, in cui, di un’autore o di un’autrice che s’immaginava potesse vendere lemme lemme per anni –i long-seller-, se ne poteva stampare un mucchio di copie e poi lasciarle lì che pian piano il mucchio calava.

Chi ha più di trent’anni ricorderà certi volumi incellophanati con il nero della sporcizia annidato nelle pieghe della saldatura a caldo, nero che se non si faceva attenzione, aprendo la protezione, irrimediabilmente sporcava di baffi lerci il volume altrimenti intonso e brillante come appena stampato.

Non è neanche tempo che una libreria possa di un titolo ordinare un po’ di copie in più sapendo che prima o poi vanno e sapendo così di assolvere a un suo compito: la reperibilità dei titoli per i clienti (chi scrive immagina anche che, nel taglio del personale che ogni libreria ha attuato negli ultimi anni, di certo si farà a meno ora di chi spolveri i libri, compito invece mattutino e inderogabile al quale nella libreria in cui molti anni or sono lavorò erano tutti addetti mezz’ora prima dell’apertura).

Ora sui libri, fuor di metafora, non può più posarsi la polvere, la loro fugace permanenza nel mondo non permettendolo. Il sistema di prenotazione, -preordine, stampa e distribuzione- gestito da filiere interamente proprietà ciascuna di un singolo soggetto tende a eliiminare il più possibile lo stoccaggio. Un libro fermo è come un granello nell’ingranaggio del profitto, o meglio: è una perdita.

Da qui l’estenuante girandola vaqua e sfibrante di titoli sempre nuovi sui banconi. Ma per quanto la produzione di testi sia inesausta è pur vero che ci sono titoli che rendono pur essendo scritti anni fa, anche molti anni fa. Il problema è che il sistema è stupido, e non sa distinguere fra un titolo nuovo che non vende e uno vecchio che vende. Vede solo l’avvicendarsi dei codici isbn.

Questo, oltre a una sorta di feticismo superstizioso della “novità”, proiettato su un pubblico che se ne cura in minima parte e anzi inizia a trovare il tutto un po’ ansiogeno.
Comunque: tutto ciò porta a quelle cose tipo “Numeri Primi” o “Vintage” o marchi similari, che ritornano sui banconi titoli che ne erano stati espulsi in virtù della sua vetustà (due o tre mesi) e non perché non vendesse.

Ma dal male si sa talvolta può nascere il bene.
Per esempio Mondadori ha nel catalogo Calvino –di Agatha Christie abbiamo parlato in un recente Appunti-; negli Oscar, dove comunque resiste l’edizione nella “Narrativa Moderna e Contemporanea” che malgrado l’ottimo restyling recente ha mantenuto l’acuto abbinamento in copertina con le opere di Melotti, ora escono una serie di titoli in edizione speciale, nella sezione “Meteore”: Andrea Geremia (graphic designer) e Giacomo Callo (art director) hanno progettato una bizzarra sovracoperta: bianca, in carta spessa e molto lucida, con il nome dell’autore in grande evidenza, in stampatello con grazie, in alto e, separato da un breve filetto nero, il titolo, molto più piccolo ma nella medesima font; nero il primo, in colore il secondo; a scendere un’illustrazione, nera e essenziale; segue l’indicazione della collana.

La bizzarria sta nel fatto che la sovracoperta non avvolge il libro interamente: lascia scoperta la copertina a due dita dal margine superiore. Copertina rigida a tutto colore in carta opaca con scritte del testo in bianco a percorrerla tutta e il logo degli Oscar in alto a sinistra.

La finezza editoriale e il motivo per compiacersene sta nei paratesti: ogni volume è preceduto da una prefazione sul testo scritta dallo stesso Calvino: sono quarte o prefazioni o articoli, dei quali sempre è citata la provenienza e la storia. Sarà anche una questione di costi, ma vedere, dopo un profluvio di introduzioni inutili ma scritte da autori contemporanei di punta, un’idea editoriale che si cura di un minimo di filologia, che non mette in copertina i, pur legittimi, simil vampiri o simil sfumature a qualcunque cosa fosser’anche un manuale di callifugia, allarga il cuore.

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