federico novaro libri

TULLIO PERICOLI negli Oscar

Posted in cartoline, editoria by federico novaro on 1 aprile 2014

Senza titolo

FN aveva visto
questo Oscar
taaaanto tempo fa,
poi, è l’età,
se n’era dimenticato.
Ma le cartoline
per loro natura
hanno un rapporto
ondivago col tempo.
Naturalmente
è una cosa bellissima
che ci sia questo
libro
-è il catalogo della mostra
che si tenne
da Lorenzetti arte a Milano
alla fine del 2012-
che raccoglie 80 ritratti di
Pericoli.
Quel che interessa qui
è l’occasione,
cioè,
ricorderete, che Mondadori
fece dei Meridiani
con sulla sovracoperta -erano 10 mi pare-
dei ritratto b/n di Pericoli.
Forse avevano anche un
prezzo speciale.
Non so se è dall’inizio proprio,
non ricordo -e come fare a saperlo, ora?
dove reperire l’informazione?-,
ma i Meridiani sono uguali da sempre,
confezionati
in un cofatetto
di cartoncino leggero leggero
con su, uguale da una parte e dall’altra,
un ritratto fotografico
dell’autore o dell’autrice.
Innovare era davvero difficile.
I ritratti di Pericoli furono -ma se ne trovano ancora-
una scelta
ottima. Semplice, elegantissima, che rinforzava ancor
più la coesione inter-collana.
Certo, Pericoli lo metti pure sulle patatine Pai
e ci sta bene, le rende
più buone, più belle, più pop, più chic.
Solo Pericoli riesce a rendere una cosa più pop e più chic allo
stesso tempo.

Saluti
dalle librerie
A presto,
FN

Annunci

QUODLIBET, VOLAND, MINIMUM FAX (da L’indice dei Libri, 6 / 2012). Editoria: notizie / 89.

Posted in notizie by federico novaro on 19 giugno 2012

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

Quattro collane economiche: Newton Compton, Quodlibet, Voland, minimum fax

N, 12.10.2010

“Bis”, “Supereconomici” e “mini”. Tre nuove collane economiche di tre piccolo-medie case editrici, Quodlibet, Voland e minimum fax: tre progetti affini, seri e interessanti, di notevole eleganza grafica e di programma, per rispondere alla volatilità, obbligata dalla saldatura fra filiera produttiva, distributiva e di vendita, ormai apparentemente inamovibile, che, compiuta dai grandi marchi, forza un mercato che ha per sua natura tempi invece lunghi.

Trasferire in una collana economica i propri titoli di successo è pratica che l’editoria moderna conosce bene, che è stata applicata per soddisfare esigenze diverse, nobilmente divulgative come chiaramente commerciali. Il passaggio avveniva solitamente da una veste più sontuosa, a una più economica, di regola dal rilegato al volume in brossura.
Caso più esemplare gli Oscar Mondadori. Questo avveniva una volta esaurito il carattere di novità di un titolo, e consolidata la sua notorietà, processo che poteva anche impiegare anni per dirsi concluso, e che aveva nel catalogo, nei magazzini e nelle librerie i luoghi dove dispiegarsi.

Ora che la scelta dei grandi marchi di ridurre, sin a abolire, i magazzini, insieme alla volontà di controllo serrato sui canali promozionali e su tutti i suoi attori, agenti, librerie, stampa (e ora lettori, attraverso i social network), ha portato all’esasperazione dell’idea di novità, i titoli hanno vita fugace, iniziata e conclusa in meno di una decina di mesi, passati i quali cala l’espulsione dal mercato, segnati i libri irrimediabilmente da un codice isbn che porta con sé, imperitura, la data di stampa, ormai una infamante data di scadenza.

Così anche il gesto di Newton Compton, fra i marchi editoriali quello che più ha contezza di come si operi sul mercato puntando sui prezzi bassi, che manda in libreria “Gli insuperabili”, nome un po’ bullo di una collana -rilegata!- che ripropone i propri best-seller, al prezzo di 5,90€, non risponde solo più all’esigenza di allargare il proprio mercato per titoli che hanno già ripagato i propri costi, ma anche, primariamente, al pericolo di scomparire da quel mercato prima di avere esaurito le proprie potenzialità, mascherandosi da novità: poiché solo così si è appetibile per la grande e cieca macchina distributiva.

Q, 3, 25.10.09

Alla medesima, dissennata, esigenza rispondono, con classe coerente col proprio brand, le tre case editrici di cui si diceva. Quodlibet con la “bis”, nome ironico ma programmatico. In brossura, disegnata da dg, mantiene il bianco storico della casa editrice, giocando qui con attenuati omaggi einaudiani: il quadrato in copertina, appoggiato però in basso e sotto le indicazioni di autori e titolo qui allineate a sinistra, così come la font della quarta, che evoca le quarte de “Gli Struzzi”; sul dorso, dal basso per poco più di un terzo, e a girare breve sulla quarta, interrompe invece il bianco, a legare uno all’altro i volumi allineati, una texture rigata, blu, rosso, per i primi due titoli, col rigore giocoso che usava Sottsass per Memphis, colore ripreso in copertina per l’indicazione dell’autore, dove sovrintende, in luogo del nome, l’omino del marchio. I primi due titoli: Ivan Illich, Pervertimento del cristianesimo; Gilles Deleuze / Giorgio Agamben, Bartleby. La formula della creazione.

V, 2, 25.10.09

Alberto Lecaldano disegna per Voland una delle sue più riuscite interpretazioni dell’idea di collana. 18,5 x 11 cm., resi ancora più verticali da due bande in colore che corrono sui margini in copertina, grande il nome dell’editore gerarchicamente sullo stesso piano di autore e titolo disposti dall’alto a bandiera allineati a sinistra, un disegnino nella parte restante della copertina in posizione mobile insieme a un breve testo, e, sulla destra, contornato in basso da una lieve ombra, un cerchio giallo si diverte a citare le coccarde adesive dei prezzi urlati e riporta il nome della collana ripetendo il nome dell’editore, come una ridondanza non pensata, efficace e ironica. 6-8 titoli all’anno per 7€ (salvo Nel paese dei briganti gentiluomini, di David-Néel Alexandra, a 9, ma per 448 pagine) ripresi e ripensati (Come sono strani gli uomini, di José Ovejero esce nei “SE” nella versione di Bruno Arpaia dopo la prima edizione del 2003 a cura di Federica Frasca). In quarta testi brevissimi, a ribadire la notorietà già conquistata.

M, 7, 13.10.09

Minimun fax coi “mini” gioca sulle assonanze e disegna con Riccardo Falcinelli una collana agile e allegra che ribadisce le linee programmatiche delineate in Fare i libri (cfr. Appunti, L’Indice, XI, 2011) introducendo qui delle bande sghembe e colorate da locandina anni ’50 che in quarta attraversano un bianco squillante e in copertina si sovrappongono a illustrazioni a tutta pagina, spesso riprese dalla prima edizione, per non disperdere il patrimonio di visibilità accumulato; altre sono nuove ma coerenti con le collane del marchio, solo con un generale ingrandimento. 8-10 titoli all’anno che si caricano anche il compito di rimescolare, muovere, i materiali che si sono depositati nel catalogo, anche introducendo inediti, o riprese da altri editori, uno strumento agile e che potrebbe contribuire a sciogliere la percezione forse troppo rigida per un marchio che aspira a non deflettere dalla linea di crescita degli ultimi anni. Due primi titoli: Dio la benedica, dottor Kevorkian, di Kurt Vonnegut; Il tempo materiale, di Giorgio Vasta.

Comune alle tre collane il rispetto per il proprio pubblico, che non troverà, oltre le copertine, come troppo spesso accade sotto marchi più grandi, lo stesso impaginato tagliato e compresso dell’edizione precedente, ma pagine tutte nuove.

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

(chi ha pagato i libri: la collana di Newton Compton FN l’ha anonimamente compulsata al Salone del Libro di Torino 2012; nella stessa occasione, palesandosi, ha chiesto notizie delle loro collane agli stand di Quodlibet, Voland e minimum fax, dove, con suo grande stupore, dei gentili standisti e/o facenti parte dello staff delle case editrici, l’hanno omaggiato di una copia di due volumi per ciascuna collana al riguardo delle quali si stava amabilmente conversando -in realtà la gentile ed entusiasta signora editrice di Voland l’ha pure omaggiato di tre volumi della bellissima Sirin Classica, anche se lui, restio e timido s’allontanava dicendo “ma non ne posso parlare ora, ne parlai a suo tempo”, inutilmente-. La cosa bella di avere ricevuto le sei copie è che FN le ha potute fotografare con calma a casa sui suoi fondi rosa che gli piacciono tanto, questo gli ha permesso di vederle meglio e farne una descrizione che spera essere più efficace che a memoria -anche se, pare, si è a lungo chiesto come descrivere il rigatino colorato che sta alla base del dorso dei volumi della “bis”. A verifica delle sue descrizioni, nei prossimi giorni, posterà qui le foto delle collane. Ecco.)

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 6 – XXIX, Giugno 2012.

L'Indice dei Libri, logo. (part.)

Tutti gli Appunti precedenti sono nella sezione Editoria / Notizie di FN

L’Indice dei Libri è on-line

L’Indice dei Libri è anche un blog

N, 12.10.2010 Q, 3, 25.10.09 V, 2, 25.10.09 M, 7, 13.10.09

Salone del Libro / Torino / 2010, cartoline (10: Oscar Mondadori, Scrittori moderni)

Posted in cartoline, editoria by federico novaro on 3 giugno 2010

(il primo giorno del Salone sono andato a fare un giro; ecco una serie di cartoline.
Come accade dalle città, non sono riassunti, ma frammenti)

Torino, 13.5.010
Saluti dal Salone. 10

(MONDADORI, Salone del Libro, TO 010), 6

(MONDADORI, Salone del Libro, TO 010), 5

[serie di due: stend di Mondadori editore, esposizione della nuova veste della sezione ‘Scrittori moderni’ de “gli Oscar Mondadori”, vista verticale]

Nitore, pulizia, equilibrio,
e le scelte iconografiche molto interessanti

Salone del Libro / Torino / 2010, cartoline (9: Mondadori – Oscar saggi)

Posted in cartoline, editoria by federico novaro on 2 giugno 2010

(il primo giorno del Salone sono andato a fare un giro; ecco una serie di cartoline.
Come accade dalle città, non sono riassunti, ma frammenti)

Torino, 13.5.010
Saluti dal Salone. 9

(MONDADORI, Salone del Libro, TO 010), 1

[stand di Mondadori editore, i “Saggi” de ‘gli Oscar Mondadori’, vista verticale]

Da più di un anno
è in corso il ridisegno delle copertine degli Oscar.
Introdotta con la sottile linea bianca de “Lo Specchio”,
tutte le copertine (ora Giacomo Callo è art director di tutti i libri Mondadori),
stanno abbandonando l’etichetta, sospesa sull’illustrazione, che conteneva il titolo,
(con risultati anche ottimi, basti pensare a Calvino su foto di opere di Melotti),
per la banda bianca, che serra copertina e dorso,
la cui ampiezza e posizione definisce le sottocollane.
Molto eleganti, molto riconoscibili, chiudono la stagione dell’estetica da grande distibuzione
(vedi i “Miti” di ormai una ventina di anni fa).

Editoria: notizie / brevi / 16. Nuova collana da Sellerio: La rosa dei venti.

Posted in brevi, editoria, notizie by federico novaro on 9 luglio 2009

Nuova collana da Sellerio: “La rosa dei venti”

sellerio, 1

Prosegue la moda delle collane chiuse; spesso volute a carattere celebrativo, sono collane a numero chiuso, quasi sempre di ristampe, che si aprono e chiudono in un arco temporale definito, e che non prevedono ristampe oltre la tiratura iniziale.

E’ l’idea dell’one shot applicata alla collana.
La pratica silente della ristampa dei titoli di catalogo, che semplicemente sopperisce alla mancanza periodica di un titolo dai magazzini (come ancora viene fatto negli Oscar Mondadori, o dai Grandi Libri Garzanti per esempio) sembra un po’ abbandonata, forse resa non interessante anche per la poca comunicazione che gli si può fare intorno, e considerata costosa da quando la spesa di magazzino è diventata sempre più una spesa da tagliare, in quanto spesa non immediatamente produttiva.

sellerio, 3

Così è più facile promuovere dei titoli a gruppi; forse ha anche influito il successo delle collane allegate ai quotidiani, che molto hanno puntato sull’aspetto collezionistico (oltre che sul basso costo) dell’acquisto.

sellerio, 2

La natura collezionista, un tratto bibliofilo, di chi compra libri, è assolutamente frustrato dalla pratica dell’one shot, poichè chi colleziona ha bisogno inesausto di rassicurazione, nella tensione fra desiderio e soddisfacimento.
Un’offerta infinita di pezzi unici produce, chiarissima, la certezza di non arrivare mai a completare la raccolta, privi di connessioni i volumi, saturato lo spazio di massima distanza reciproca, precipitano nell’indistinto; così le collane chiuse, un po’ goffamente, forse vengono a lenire questo spaesamento.

sellerio, 1

Otto titoli, quindici, venti, coprono un arco temporale controllabile, si può pensare, comprato il primo, che si compreranno anche gli altri, e ragionevolmente che li si potranno forse comprare tutti. E soprattutto, dicevamo, si può parlare di loro tutti insieme, c’è un’economia di scala, e di invenzione, certo.
Resi sempre più labili i rapporti fra i titoli con le collane chiuse si raggiunge il grado zero: il legame è il fatto stesso di essere stato scelto per quella collana.

sellerio, 3

In uscita in occasione del quarantennale dalla fondazione, “La rosa dei venti” di Sellerio comprende venti titoli (e forse il jeu de mots del nome della collana non è fra i migliori che la Sellerio abbia sinora inventato), venti ristampe di testi dichiarati importanti per la storia della casa editrice (“[…] ripresentare al lettore di oggi i libri che furono all’inizio dei tanti piccoli passi dentro il cammino generale, che hanno fatto la storia e la fisionomia della casa editrice Sellerio […]”); dalla compattezza vicina a un pacchetto di sigarette (15 x 10,5), usciranno fra luglio e settembre, compiendo in questo una scelta interessante, che permetterà di vederli fisicamente tutti insieme, riassunto tangibile di quarant’anni di storia della Sellerio; blu istituzionale, grafica simile a “Il contesto” (indicazioni giustificate a sinistra, immagine giustificata a destra) e una bizzarria per una casa editrice così paludata: sul dorso, in basso, in luogo del numero di collana, compare una lettera: ponendo accanto tutti i volumi si compone la scritta “Sellerio editore Palermo” -sono 22 caratteri: non so come sarà risolto: aspetteremo l’uscita di tutti i volumi.

sellerio, 2

I venti titoli li trovate indicati sul sito della Sellerio, qui.

Riguardo ai libri come one-shot, e a proposito di un articolo di Roberto Calasso, ne ho parlato
qui.

Altre collane chiuse interessanti (senza prendere in esame ovviamente le collane “personali”, cioè conchiuse attorno al nome dell’autore, come le opere omnie o semplicemente l’uso di una grafica speciale per tutti i libri del medesimo autore):

“I Quindici”, di Minimum Fax

A mio avviso la più interessante: “I Quindici”, di Minimum fax ne ho parlato qui, e questo è il loro sito.

“Quindicilibri”, di Fandango

Poi c’è la collana “Quindilibri” di Fandango, collana a numero chiuso ma non di ristampe, bensì di inediti, sotto la direzione di Alessandro Baricco e Dario Voltolini. Ne parlano qui.

“MiniMarcos”, di Marcos y Marcos

Di tredici titoli è composta “MiniMarcos”, una collana che offre a costo basso ristampe e inediti; io ne ho parlato qui, questo il sito.

“BUR60”

Intenti celebrativi ha BUR60, qui il sito, io ne parlai qui.

“Oscar progetti speciali”

Appena uscita, di otto titoli e tutti subito disponibili, la serie degli “Oscar Mondadori” che festeggia gli ottanta anni dal primo numero dei “Gialli”, qui la lista (molto bella e divertente la grafica). Sul sito è indicata sotto “Oscar progetti speciali”, finora sono le uniche uscite, ma forse preludono ad un uso più intensivo delle collane chiuse.

Su federiconovaro.eu trovate i link a tutti gli articoli comparsi sul blog, ordinati per categorie e ordine alfabetico.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: